Chapter 1 of 4 · 346 words · ~2 min read

I.

Scendendo dal treno dopo avere per un buon tratto di strada ricostrutto colla fantasia tutti i capitoli della famosa _Disfida_, mi figuravo Barletta una grande città e quasi quasi pretendevo di trovarvi gli abitanti vestiti coi costumi di quell’epoca, maglie, brache e giustacuore. Era una giornata di novembre splendidissima ed il _verde malvagio Adriatico_ come per dare una smentita a Gabriele D’Annunzio, era invece calmo come un olio e azzurro come gli occhi della mia Ninì.

Uscii dalla stazione e mi internai nella città storica.

Potenzinterra!... Di veramente medio-evale non scopersi che il Castello e il sudiciume addensato nelle vie e sulle facciate delle case. Anzi, ma che medio-evale! Il sudiciume doveva risalire senz’altro all’epoca della fondazione della città e rimaneva là trionfalmente a dimostrare non tanto la mancanza di scope, quanto l’olimpica.... come dire? indifferenza degli abitanti.

Ma forse il Municipio lo lascia lì apposta per far vedere ai forestieri.... il _colore locale_.

Domandai quale fosse l’albergo meno.... più.... insomma l’albergo migliore e mi diressi a quello indicatomi; _La stella_, naturalmente _d’Italia_, dove mi fu assegnata una camera sul genere famoso di quella che toccò al Berni

Udite Fracastoro un caso strano....

Ma lasciamo andare. Causa la presentazione dei coscritti al Distretto, Barletta era animatissima; frotte di contadini affluivano da tutte le strade di campagna, famiglie intere con gli asini, i muli, le vacche ed ogni ben di Dio. Accampavano dappertutto come le tribù degli zingari; sulla riva del mare era tutto un brulicame nero di gente, che mangiava, beveva, dormiva tranquillamente come se niente fosse; la banchina era presa di assalto, le osterie rigurgitavano, le scalinate delle chiese ne erano gremite, la piazza del Castello addirittura invasa. Per le vie non si camminava se non a furia di spinte, di calci, di gomitate, di maledizioni.

Come Dio volle arrivai al Distretto; gli ufficiali degli altri reggimenti aspettavano già di essere ricevuti. Il colonnello ci accolse affabilmente, ci disse che il giorno seguente ci fossimo trovati tutti alle otto del mattino e ci mise in libertà.

Un giorno intero di libertà. Oh la divina parola!...