Part 2
Voglio cercare di svegliare tutte le felici disposizioni che sonnecchiano nella sua anima di fanciullo. Voglio far crescere rigogliosi tutti, tutti i nobili germi che nasconde in sè; essi devono fiorire e dar frutti. (_Si alza, animandosi sempre più_) E voglio fare anche più! Lo voglio aiutare a mettere all’unisono i suoi desideri, con quello che può conseguire. Oggi pur troppo, tutta la sua ambizione, tutte le sue aspirazioni, si concentrano su quello che in tutta la sua vita non potrà mai conseguire. Ma io voglio destare il sentimento della felicità nell’anima sua (_passeggia un paio di volte su e giù per la scena. Asta e Rita lo seguono con i loro sguardi_).
RITA.
Dovresti considerare le cose con maggiore tranquillità, Alfredo!
ALLMERS
(_si ferma presso la tavola di sinistra e la contempla entrando_).
Eyolf riprenderà l’opera della mia vita. Se lo vorrà, intendiamoci. Oppure deve potere scegliere qualcosa altro, che sia proprio e completamente suo. Anzi piuttosto questo. In tutti i casi, adesso tronco, interrompo l’opera mia.
RITA (_alzandosi_).
Ma, carissimo Alfredo, non puoi lavorare contemporaneamente per Eyolf e per te?
ALLMERS.
No, questo non lo posso. Impossibile! Non posso dividermi. E perciò io mi sacrifico. Eyolf deve diventare la corona della nostra famiglia. Far di lui questo, sarà il nuovo compito della mia esistenza.
ASTA
(_alzandosi e avvicinandoglisi_).
Tu devi avere sostenuta una terribile lotta interna, Alfredo!
ALLMERS.
Senza dubbio. Qui, a casa, non mi sarei mai inteso con me stesso, non mi sarei mai imposta tanta abnegazione. Qui, a casa, giammai.
RITA.
E per codesto sei andato in montagna questa estate?
ALLMERS
(_con gli occhi splendenti_).
Sì! E così giunsi lassù nella solitudine infinita. Vidi come il sole gettava i suoi raggi sulle cime. Mi sentii più vicino alle stelle, mi sembrava quasi d’avere qualche comunanza con loro, mi pareva che c’intendessimo fra noi. E lassù l’ho potuto.
ASTA
(_contemplandolo con orgoglio_).
E ora non lavorerai mai più al tuo libro: _Sulle Responsabilità umane?_
ALLMERS.
No, mai più, Asta. L’ho già detto, non posso dividermi tra due compiti. Ma intendo dire che compirò la mia responsabilità umana nella vita.
RITA
(_con un sorriso_).
Credi proprio di potere mantener questi eroici propositi qui in casa?
ALLMERS
(_prendendole la mano_).
Col tuo aiuto, lo posso, (stende la mano) E anche col tuo, Asta.
RITA
(_ritirando la mano_).
Con noi due, dunque? Ti puoi dunque dividere?
ALLMERS.
Ma, cara Rita!... (_Rita si allontana da lui e si mette sulla porta del giardino_).
SCENA V.
=Borgheim=, =Rita=, =Asta=, =Allmers=.
(_Si picchia alla porta di destra. È l’ingegnere Borgheim: entra rapidamente. È un giovane di circa 30 anni, dal portamento franco e dall’aspetto robusto e lieto_).
BORGHEIM.
Buon giorno, buon giorno, signora mia! (_scorge Allmers e si ferma piacevolmente sorpreso_) Cosa vedo! Di ritorno, signor Allmers?
ALLMERS
(_stringendogli la mano_).
Già, son arrivato stanotte.
RITA.
Oh! Non gli avrei concesso una maggiore vacanza, signor Borgheim.
ALLMERS.
Ma no, Rita.
RITA (_avvicinandosi_).
Ma sì, certo. Il suo permesso era scaduto.
BORGHEIM.
Vedi, vedi; così tiene a freno suo marito, signora?
RITA.
Tengo ai miei diritti e tutto deve ben aver un fine.
BORGHEIM.
Oh, oh, non tutto, spero. Buon dì, signorina Allmers!
ASTA (_freddamente_).
Buon giorno.
RITA
(_guardando Borgheim_).
Non tutto, dice lei?
BORGHEIM.
Per conto mio, son persuaso che nel mondo c’è qualcosa che non finisce mai.
RITA.
Intende certo parlare delle affezioni e sopratutto dell’amore?
BORGHEIM (_con calore_).
Penso a tutto ciò che è buono e bello!
RITA.
E che non finisce mai! Bene, pensiamoci pure. Speriamo in ciò, tutti insieme.
Allmers
(_andando verso di lui_).
Ha finito la costruzione delle nostre strade?
BORGHEIM.
Sì, ieri è stato l’ultimo giorno. C’è voluto abbastanza tempo. Ma, Dio sia ringraziato, le abbiamo finalmente compite.
RITA.
E per questo è così lieto?
BORGHEIM.
Certo!
RITA.
Ebbene, questa sua letizia non è lusinghiera per noi.
BORGHEIM.
Cosa intende dire, signora?
RITA.
Via: non avremo più il piacere di vederla, perchè non capiterà più tanto spesso da queste parti.
BORGHEIM.
Ha ragione, a questo non ci avevo pensato.
RITA.
Via, di tanto in tanto verrà bene a farci una visita.
BORGHEIM.
No, pur troppo mi sarà impossibile per lungo tempo, lo temo.
ALLMERS.
Davvero! e perchè?
BORGHEIM.
Ho assunto un nuovo, grande lavoro, a cui devo subito metter mano.
ALLMERS.
Ma bravo! (_stringendogli la mano_) Ne ho proprio piacere.
RITA.
Tante felicitazioni, tante felicitazioni, signor Borgheim!
BORGHEIM.
Basta, basta, in realtà non dovrei ancora parlarne, ma ce l’avevo lì nel gozzo! Si tratta della costruzione di una strada difficile, lassù al nord. Si devono valicare diversi monti, ci son ostacoli incredibili da superare! (_eccitato_) Ah! il mondo è pur bello, e che fortuna essere ingegnere per poter compiere simili lavori.
RITA
(_lo considera con un sorriso scherzoso_).
È soltanto a causa del lavoro che oggi ci capita qui fuori di sè dalla gioia?
BORGHEIM.
Non soltanto per questo. Penso a tutte le belle e chiare prospettive che mi si schiudono.
RITA (_come sopra_).
Ah, ah, forse c’è qualcosa di meglio!
BORGHEIM
(_guardando Asta alla sfuggita_).
Chi lo sa! Quando la felicità viene, viene come un alito di primavera. (_volgendosi ad Asta_) Signorina Allmers, vuole che facciamo una passeggiatina, noi due? Così, come usavamo prima?
ASTA (_presto_).
Grazie. Non adesso. Oggi no.
BORGHEIM.
Eh via, venga! Una semplice passeggiatina! Mi pare d’aver tante cose da dirle prima d’andarmene.
RITA.
Si tratta forse di qualcosa di cui non può parlare davanti a gente?
BORGHEIM.
Hem, secondo.
RITA.
Ebbene, può parlare anche sotto voce. (_a mezza voce_) Asta, va dunque.
ASTA.
Ma, cara Rita....
BORGHEIM
(_con accento di preghiera_).
Signorina Asta, pensi che è forse l’ultima nostra passeggiata per molto, molto tempo.
ASTA
(_prendendo il cappellino e l’ombrellino_).
Ebbene, facciamo un giretto in giardino.
BORGHEIM.
Oh, come le son grato!
ALLMERS.
E fa anche un po’ attenzione a Eyolf, Asta.
BORGHEIM.
Ah, Eyolf, lo avevo quasi dimenticato! Ma dov’è egli oggi? Gli ho portato qualcosa.
ALLMERS.
Giuoca in giardino.
BORGHEIM.
Proprio! Adesso ha cominciato a giuocare? Prima sgobbava sempre sui libri in camera sua.
ALLMERS.
Tempi passati. Voglio che divenga un vero uccello di bosco.
BORGHEIM.
Così va bene! Anche lui deve andare all’aperto, nella bella natura, il poverino! Dio mio, cosa si può fare di meglio al mondo che giuocare?! A me tutta la vita fa l’effetto di un bel giuoco! Vuole che andiamo, signorina Asta? (_Borgheim e Asta vanno in giardino, passando dalla veranda_).
SCENA VI.
=Allmers= e =Rita=.
ALLMERS (_osservandoli_).
Rita, credi che ci sia qualcosa tra loro?
RITA.
Non so cosa dire. Prima lo credevo. Ma negli ultimi tempi, Asta m’è divenuta così enigmatica, così incomprensibile....
ALLMERS.
Adesso, durante la mia assenza?
RITA.
Nelle ultime settimane mi ha fatto quest’impressione.
ALLMERS.
E tu credi che non s’interessi più di lui quanto prima?
RITA.
Francamente, no; non che abbia cessato di stimarlo e di avergli dei riguardi, no, questo non lo credo. (_con sguardo scrutatore_) Ti contrarierebbe?
ALLMERS.
Spiacermi, precisamente no. Ma me ne impensierirei.
RITA.
Perchè?
ALLMERS.
Devi ben considerare che io sono responsabile dell’avvenire di Asta e della sua felicità.
RITA.
Ma che responsabilità! Asta non è mica più una bambina! Mi pare che saprà ben scegliere da sè.
ALLMERS.
Per lo meno, speriamolo, Rita.
RITA.
Per conto mio, Borgheim sarebbe tutt’altro che un cattivo partito.
ALLMERS.
Ma, cara Rita! Nemmeno per me, anzi, il contrario. Quantunque....
RITA (_continuando_).
E sarei proprio contenta che si spossassero.
ALLMERS.
Tanto contenta?
RITA
(_sempre più eccitata_).
Si, perchè allora essa dovrebbe andar via con lui. E perchè allora non verrebbe più qui da noi, come adesso.
ALLMERS
(_guardandola malcontento_).
Come? vorresti sbarazzarti di lei?
RITA.
Sì, Alfredo, sì!
ALLMERS.
Ma perchè?
RITA
(_passandogli le braccia appassionatamente al collo_).
Perchè allora ti avrei finalmente tutto per me! Ma, no, neppure allora, no! non tutto per me! (irrompe in pianto convulso) Ah, Alfredo, Alfredo, non posso stare senza di te!
ALLMERS
(_svincolandosi dolcemente_).
Ma, cara Rita, sii ragionevole!
RITA.
Ah, cosa m’importa se son ragionevole o no! M’importa soltanto di te! Di te solo in tutto il mondo! (_gettandogli di nuovo le braccia al collo_) Di te! di te! di te!
ALLMERS.
Ma lasciami, un po’, mi soffochi!
RITA (_lasciandolo_).
Magari lo potessi! (_lo guarda con occhi risplendenti_) Oh se tu sapessi soltanto come ti ho odiato!
ALLMERS.
Mi hai odiato?
RITA.
Sì, quando sedevi là nella tua camera e ti lambiccavi il cervello sul tuo lavoro, tardi, molto tardi nella notte. (_con rammarico_) Così a lungo, così tardi. Oh come odiavo il tuo lavoro!
ALLMERS.
Ma adesso è passato.
RITA
(_ridendo ironicamente_).
Già, proprio così! Adesso sei tutto preoccupato di qualcosa di peggio.
ALLMERS (_sdegnato_).
Di peggio? Così chiami nostro figlio?
RITA (_impetuosa_).
Sì, io sì. Nei rapporti tra di noi, lo chiamo così. Poichè il figlio, questo figlio è per giunta un essere vivo. (_con crescente passione_) Non lo tollero, notalo bene!
ALLMERS
(_la guarda con fermezza e dice sommesso_).
Qualche volta ho paura di te, Rita.
RITA (_cupa_).
Spesso io stessa ho paura di me. E appunto per questo non devi risvegliare ciò che c’è di cattivo nell’anima mia.
ALLMERS.
Ma per carità. Lo faccio io forse?
RITA.
Sì, lo fai, quando strappi ciò che c’è di sacro tra noi.
ALLMERS (_persuasivo_).
Ma rifletti un po’, Rita, è pure tuo figlio, si tratta del nostro unico figlio.
RITA.
Il figlio è solo a metà mio. (_di nuovo con passione_) Ma tu devi essere soltanto mio. Soltanto e tutto mio! Questo lo posso esigere da te, ne ho il diritto!
ALLMERS.
Ah, cara Rita, esigere, non giova mai. Bisogna dare tutto spontaneamente.
RITA
(_guardandolo piena d’aspettazione_).
E questo forse tu non lo puoi più!
ALLMERS.
No, non lo posso. Bisogna che mi divida tra Eyolf e te.
RITA.
Ma se Eyolf non fosse mai nato?
ALLMERS.
Allora certo sarebbe un’altra cosa. Allora avrei te sola.
RITA
(_piano, con voce tremante_).
Allora, vorrei non averlo mai messo al mondo!
ALLMERS (_irrompendo_).
Rita, non sai quel che ti dici!
RITA
(_tremando dalla agitazione_).
L’ho messo al mondo con dolori inauditi. Ma sopportai tutto con gioia, con esultanza, per amor tuo.
ALLMERS (_con calore_).
Certo, certo, lo so benissimo.
RITA (_risoluta_).
Ma questo deve bastare. Voglio godere la vita. Con te. Sempre con te. Non posso ridurmi ad essere soltanto la madre di Eyolf, solo questo, niente altro che questo. Non lo voglio, ti dico! Non lo posso! Per te voglio esser tutto! Per te, Alfredo!
ALLMERS.
Ma se lo sei già, Rita. Lo sei e appunto per nostro figlio....
RITA.
Ah, tiepide, insipide scuse. Niente altro. Noi sai? questo non fa al caso per me. Darti un figlio, questo l’ho potuto. Ma annientarmi nella maternità di questo figlio, no, ciò non lo so fare. Bisogna che tu mi prenda come sono, Alfredo.
ALLMERS.
Ma tu volevi pur tanto bene ad Eyolf.
RITA.
Mi faceva tanta compassione. Perchè tu lo trascuravi. Doveva sempre studiare. Ti accorgevi appena di lui.
ALLMERS
(_accennando del capo lentamente_).
Sicuro; ero cieco. Il tempo non era ancora venuto.
RITA (_guardandolo_).
E adesso è venuto?
ALLMERS.
Sì, finalmente. Adesso m’accorgo che non ho più altro compito al mondo che d’essere veramente un padre per Eyolf.
RITA.
Ed io?... cosa vuoi essere per me?
ALLMERS.
T’amerò sempre con profondo sentimento (_vuole prenderle la memo_).
RITA (_ritirandola_).
Parole, parole, il tuo profondo sentimento. Ti voglio tutto, per intero! E tutto per me! Così come t’avevo nei primi tempi, meravigliosi, inebbrianti. (impetuosa e dura) Mai e poi mai, tollererò che a me tu non dia che gli avanzi del tuo amore, Alfredo!
ALLMERS (_con dolcezza_).
Mi sembra però che qui ci sarebbe abbastanza felicità per noi tre, e tanta!
RITA (_ironica_).
Oh, ti accontenti di poco... (si siede al tavolino di sinistra). E adesso ascoltami.
ALLMERS (_avvicinandosi_).
Parla? Cosa?
RITA
(_guardandolo con occhi languidi di sotto in su_).
Iersera, quando ricevei il tuo telegramma....
ALLMERS.
Ebbene?
RITA.
Mi sono vestita tutta di bianco.
ALLMERS.
Sì, t’ho vista.
RITA.
M’ero sciolto i capelli.
ALLMERS.
I tuoi ricchi capelli profumati.
RITA.
Che mi cadevano sul collo e sulle spalle.
ALLMERS.
L’ho visto, l’ho visto. Ah, come eri bella, Rita!
RITA.
Sopra le lampade c’erano ventole color rosa. Ed eravamo soli, noi due. Fuori di noi due, nessuno vegliava in tutta la casa. E sulla tavola c’era lo champagne.
ALLMERS.
Io non ne ho bevuto.
RITA
(_guardandolo con amarezza_).
No, in questo hai ragione. (_ride in modo stridulo_)
“Lo _champagne_ era mesciuto, ma tu non l’hai bevuto„
come dice la canzone!
(_S’alza dalla poltrona e come se fosse stanca va al sofà, e ci si sdraia a metà_).
ALLMERS
(_passeggia su e giù per la stanza e poi si ferma innanzi a lei_).
Avevo la mente così piena di gravi pensieri! M’ero proposto di parlare con te della nostra vita futura, Rita! E anzitutto di Eyolf.
RITA (_sorridendo_).
E ne hai parlato, mio buon Alfredo.
ALLMERS.
No, non lo potei, perchè tu cominciasti a svestirti.
RITA.
Precisamente, e nel frattempo tu parlavi d’Eyolf. Non te ne ricordi più? Mi domandasti come stava Eyolf di stomaco.
ALLMERS
(_guardandola in aria di gravissimo rimprovero_).
Rita!
RITA.
E poi andasti a letto, e dormisti come un ghiro.
ALLMERS
(_scotendo la testa_).
Rita, Rita!
RITA
(_si sdraia tutta sul sofà e lo guarda di sotto in su_).
Alfredo!
ALLMERS.
E così?
RITA.
“Lo _champagne_ era mesciuto, ma tu non l’hai bevuto„
ALLMERS (_quasi brutale_).
No. Non l’ho bevuto. (_S’allontana da lei e si mette sulla soglia della veranda. Rita giace un tratto cogli occhi chiusi, immobile_).
RITA
(_rialzandosi di scatto_).
Ma ti voglio dire una cosa, Alfredo!
ALLMERS (_voltandosi_).
Cosa?
RITA.
Non dovresti esser tanto sicuro del fatto tuo!
ALLMERS.
Sicuro? Come mai?
RITA.
No, non dovresti darti così poco pensiero! Non essere così sicuro di tenermi in pugno.
ALLMERS (_avvicinandosi_).
Cosa intendi dire con ciò?
RITA
(_con labbra tremanti_).
Non ti sono mai stata infedele, Alfredo, nemmeno col pensiero. Neppure un secondo.
ALLMERS.
Non hai bisogno di dirmelo tanto sul serio, Rita; ti conosco benissimo.
RITA.
(_con occhi fiammeggianti_).
Ma se mi sprezzi....
ALLMERS.
Sprezzare! Non capisco dove tu voglia arrivare!
RITA.
Oh, tu non capisci di cosa sarei capace, se....
ALLMERS.
Se?...
RITA.
Se dovessi mai accorgermi, che non t’importa più nulla di me. Che non m’ami più come prima.
ALLMERS.
Via, mia buona Rita, non consideri l’evoluzione dell’uomo con gli anni? Bisogna bene che una volta o l’altra l’evoluzione si manifesti anche nei nostri rapporti. Per noi, come per tutti gli altri.
RITA.
Per conto mio, mai! E anche da parte tua, non voglio saperne di evoluzione. Non lo sopporterei, Alfredo. Voglio conservarti tutto per me.
ALLMERS
(_guardandola, preoccupato_).
Hai un temperamento terribilmente geloso....
RITA.
Non posso mica rifarmi. (_minacciosa_) Se mi privi di te per altri....
ALLMERS.
Cosa, allora?
RITA.
Allora mi vendico su di te, Alfredo!
ALLMERS.
E come?
RITA.
Il come non lo so. Oh sì, lo so troppo bene.
ALLMERS.
E così?
RITA.
Me ne vado e mi butto via.
ALLMERS.
Ti butti via, dici?
RITA.
Appunto, lo faccio. Mi butto tra le braccia del primo capitato.
ALLMERS
(_la contempla teneramente e scuote la testa_).
Non ne sarai mai capace tu, la mia Rita, onesta, fedele, orgogliosa.
RITA
(_buttandogli le braccia al collo_).
Oh, tu non sai di che cosa sarei capace se tu... se tu non mi volessi più.
ALLMERS.
Se io non ti volessi più, Rita? Ma come puoi dire simili cose?!
RITA
(_svincolandosi, con un lieve sorriso_).
Potrei ben cogliere nelle mie reti lui, l’ingegnere che vien sempre qui.
ALLMERS (_sollevato_).
Sia ringraziato Iddio, tu scherzi
RITA.
Nemmeno per sogno. Perchè non lui, come qualunque altro?
ALLMERS.
No, quello, d’altronde, è già preso.
RITA.
Tanto meglio! Così lo porto via ad un’altra. È proprio quello che Eyolf ha fatto con me.
ALLMERS.
Il nostro piccolo Eyolf!
RITA
(_minacciandolo coll’indice_).
Vedi! Vedi bene! Appena tu nomini Eyolf, il cuore ti s’intenerisce e la tua voce vibra! (_stringendo le mani, minacciosa_) Oh, sarei quasi tentata di desiderare! No, basta di ciò.
ALLMERS
(_guardando angosciosamente_).
Cosa desidereresti, Rita!
RITA
(_impetuosa, allontanandosi da lui_).
No, no. Questo non te lo dico! Mai!
ALLMERS (_avvicinandosele_).
Rita! Te ne supplico. Per amor tuo e mio. Non ti lasciar trascinare a malvagi pensieri.
SCENA VII.
_Detti_, =Borgheim= e =Asta=.
(_Borgheim e Asta risalgono dal giardino. Entrambi sono internamente commossi, ma dominano la loro commozione. Hanno l’aspetto grave e serio. Asta si ferma sulla veranda. Borgheim entra nella stanza_).
BORGHEIM.
Così, adesso io e la signorina Asta abbiamo fatta l’ultima nostra passeggiata insieme.
RITA
(_guardandolo perplesso_).
Ah! e alla passeggiata non succederà nessun viaggio?
BORGHEIM.
Sicuro, per quanto mi riguarda.
RITA.
Lei solo?
BORGHEIM.
Sì, io solo.
RITA
(_getta ad Allmers un cupo sguardo_).
Lo senti, Alfredo? (a Borgheim) Scommettiamo che la jettatura le ha fatto uno dei suoi tiri?
BORGHEIM.
La jettatura?
RITA.
Appunto, la jettatura.
BORGHEIM.
Crede alla jettatura, signora Allmers?
RITA.
Sì, adesso ho cominciato a crederci. Specialmente a quella dei cattivi occhi dei bambini.
ALLMERS
(_piano, sdegnato_).
Rita, ma come puoi!
RITA (_piano_).
È colpa tua, Alfredo, se divengo cattiva e maligna (_dalla spiaggia vengono grida confuse_).
BORGHEIM
(_va alla porta vetrata_).
Che rumore è questo?
ASTA
(_sulla soglia della porta_).
Vedete un po’ tutta quella gente che corre allo sbarcatoio.
ALLMERS.
Cosa sarà mai?! (_guardando un istante fuori_). Certo, qualche nuova mariuoleria di quei ragazzacci.
BORGHEIM
(_andando sulla veranda e sporgendosi dalla balaustrata_).
Ohe, voialtri ragazzi laggiù! Cosa è successo? (si odono diverse voci rispondere confusamente).
RITA.
Cosa dicono?
BORGHEIM.
Dicono che è affogato un ragazzo!
ALLMERS.
Un bambino affogato!
BORGHEIM.
Un bambino piccolo, dicono.
ALLMERS.
Ah, quelli sanno tutti nuotare.
RITA
(_con un grido d’angoscia_).
Dov’è Eyolf?
ALLMERS.
Calma, calma. Eyolf giuoca senza fallo in giardino.
ASTA.
No, in giardino non c’era.
RITA
(_alzando le braccia al cielo_).
Purchè non sia lui!
BORGHEIM
(_ascolta e grida al basso_).
Dite un po’, il bambino di chi?
(_Si odono voci indistinte. Borgheim e Asta gettano un grido represso e scendono a corsa nel giardino_).
ALLMERS
(_nel massimo turbamento_).
No, non è Eyolf! Non può essere Eyolf, Rita!
RITA
(_ascoltando dalla veranda_).
Zitto, zitto! Bisogna che senta cosa dicono!
(_Rita rientra correndo in iscena con un grido straziante_).
ALLMERS (_seguendola_).
Cosa dicono?
RITA
(_accasciandosi nella poltrona di sinistra_).
Han detto: Là galleggia la gruccia!
ALLMERS (_quasi paralizzato_).
No! no! no!
RITA
(_con voce rauca_).
Eyolf! Eyolf! Ah, bisogna che lo salvino!
ALLMERS
(_quasi pazzo dal dolore_).
Impossibile! Una vita così preziosa! Una vita così preziosa! (_scende di corsa nel giardino_).
ATTO SECONDO.
Una stretta valle vicino alla spiaggia. A sinistra vecchi e grandi alberi. Nel fondo, scende dal colle un ruscello che si perde tra le pietre sull’orlo del bosco. Un sentiero segue le sinuosità del ruscello salendo. A destra alcuni alberi isolati tra cui si travede il fjord. Sul davanti, l’angolo di un capannone da battelli con un battello tirato in secco. Sotto gli scarsi alberi una tavola e alcune sedie, rusticamente fatte di legno di betulla. Il cielo è annuvolato, il tempo piovoso.
SCENA I.
=Allmers=, poi =Asta=.
(_Allmers, con lo stesso vestito dell’atto precedente è seduto presso il tavolino, con la testa appoggiata tra le mani. Ha posato il cappello davanti a sè. Immobile ed astratto, ha lo sguardo perduto nella direzione del fjord. Dopo una pausa, Asta con l’ombrello aperto, discende il sentiero_).
ASTA.
(_avvicinandoglisi silenziosa e cautamente_).
Con questo cattivo tempo, non ti dovresti seder lì, Alfredo.
ALLMERS
(_scuote lentamente la testa senza rispondere_).
ASTA (_chiude l’ombrello_).
Ho girato tanto per cercarti.
ALFREDO (_indifferente_).
Grazie!
ASTA
(_avvicina una sedia e si siede vicino a lui_).
È molto che sei qui giù?
ALLMERS
(_prima non risponde, poi a un tratto dice_).
No, non lo posso concepire. Mi pare proprio impossibile, tutto impossibile!
ASTA
(_posandogli la mano sul braccio con interessamento_).
Povero Alfredo!
ALLMERS
(_guardandola fissamente_).
Ma è dunque proprio vero, Asta? Oppure son impazzito? O sogno soltanto? Ah, magari fosse un sogno! Immaginati un po’, che felicità, se adesso mi svegliassi!
ASTA.
Ah, volesse il cielo che ti potessi svegliare io!
ALLMERS
(_guardando l’acqua_).
Che aria spietata ha oggi il fjord. Eccolo là, così pesante ed indolente. Grigio di piombo, con striscie di luce gialla, e riflette le nuvole.
ASTA (_supplichevole_).
Ah, Alfredo, non restare qui seduto a fissar l’acqua a quel modo!
ALLMERS
(_senza fare attenzione a lei_).
Alla superficie è così. Ma al fondo, là corre la forte corrente sottomarina.
ASTA (_angosciosamente_).
Ah, per amor di Dio non avere di questi pensieri!
ALLMERS
(_guardandola con dolcezza_).
Credi forse che giaccia qui vicino? Ma sai, Asta, non lo devi credere. Pensa soltanto come è impetuoso il fiume qui. Fino al mare aperto, laggiù.
ASTA
(_si copre la faccia colle mani e si appoggia singhiozzando sulla tavola_).
Oh Dio, oh Dio!
ALLMERS (con cordoglio).
E così il piccolo Eyolf è adesso tanto lontano, tanto lontano da noialtri.
ASTA
(_con sguardo supplichevole_).
Ah, Alfredo non dire così!
ALLMERS.
Lo puoi calcolare anche da te. In 28 o 29 ore. Aspetta un po’, aspetta un po’!
ASTA
(_turandosi le orecchie_).
Alfredo!
ALLMERS
(_premendo le mani sulla tavola_).
Ma capisci tu il senso di tutto ciò?
ASTA (_guardandola_).
Di cosa?
ALLMERS.
Della sventura toccata a me e a Rita?
ASTA.
Il senso di questo?
ALLMERS (_impaziente_).
Il senso, già. Perchè un senso deve ben averlo. La vita, l’esistenza, il destino, tutto ciò non può essere completamente privo di senso.
ASTA.
Ah, caro Alfredo, cosa si può dire di sicuro, di certo, su ciò?
ALLMERS
(_ridendo amaramente_).
No, no; può darsi che tu abbia ragione. Forse va tutto a caso. Tutto è abbandonato a sè stesso, come il rottame di una nave senza timone, alla deriva. Anche questo è possibile. Almeno pare così.
ASTA (_con significato_).
Ma, e se paresse soltanto così?
ALLMERS (_impetuoso_).
Davvero? Puoi forse spiegarmi la cosa? (più calmo) Io non me la so spiegare. Il nostro Eyolf sta per cominciare la vita cosciente dello spirito. Racchiude in sè incalcolabili possibilità. Doviziose possibilità, forse. Deve divenire la mia gioia, il mio orgoglio. E poi basta che capiti qui una femminuccia, vecchia, pazza, e mostri un canino in una borsetta.
ASTA.
Ma non sappiamo come sia veramente avvenuto...
ALLMERS.
Certo che lo sappiamo. I ragazzi l’han ben vista remare verso il fjord. Videro che Eyolf stava solo all’estremità del pontile d’imbarco. Videro come la seguiva fissamente con lo sguardo, e come fu colto per così dire da una vertigine (_tremando_). E allora, allora, cadde e sparì.
ASTA.
Può darsi, tuttavia....
ALLMERS.
È lei che lo ha attratto al fondo. Credimilo.
ASTA.
Ma, Alfredo mio, perchè lo avrebbe fatto?
ALLMERS.
Già, vedi, appunto di questo si tratta! Cosa l’obbligava a farlo? Qui non c’era nulla da far scontare. Nulla da espiare, intendo dire. Eyolf non le ha mai fatto nulla di male. Non le ha mai gridato dietro. Non ha mai tirato sassi al suo cane. Sino a ieri, non aveva nemmeno mai veduto nè lei nè il suo cane. Dunque niente espiazione. Tutto senza il minimo fondamento. Non ci si può trovare il minimo senso, Asta. E ciò non ostante l’ordine universale lo vuole.
ASTA.
Hai parlato con Rita di ciò?
ALLMERS (_scuote il capo_).
Mi pare che con te mi riesce più facile parlare di queste cose. (_Sospirando_) E anche di tutte le altre.
ASTA
(_prende da un cestino da lavoro del filo e un ago e un involtino di carta. Allmers sta a guardare distrattamente_).
ALLMERS.
Cos’hai lì, Asta?
ASTA
(_prendendo il cappello di lui_).
Un po’ di crespo nero.
ALLMERS.
A che pro?
ASTA.
Rita mi ha pregato di farlo; permetti?
ALLMERS.
Uh, per me!
ASTA
(_cucisce il crespo al cappello_).
ALLMERS (_guardandola_).
Dov’è Rita?
ASTA.
Passeggia in giardino, credo. Borgheim è con lei.
ALLMERS (_un po’ sorpreso_).
Come, Borgheim è qui anche oggi?
ASTA.
Già, è venuto col treno di mezzogiorno.
ALLMERS.
Non l’avrei creduto.
ASTA (_cucendo_).
Voleva tanto bene a Eyolf.
ALLMERS.
Borgheim è un cuor d’oro, Asta.
ASTA
(_con calore, ma tranquilla_).
Lo è davvero, ma non c’è dubbio!
ALLMERS (_guardandola_).