Part 5
Appena tu m’avrai lasciata, scendo alla spiaggia e prendo qui in casa da me tutti quei poveri bambini abbandonati. Tutti quei bambini derelitti.
ALLMERS.
Che cosa vuoi farne?
RITA.
Voglio tenerli con me.
ALLMERS.
Tu!
RITA.
Sì, io. Dal giorno che m’avrai lasciata, saranno tutti qui, come se fossero miei figli.
ALLMERS.
Invece del piccolo Eyolf!
RITA.
Già, invece del piccolo Eyolf. Staranno nella stanza d’Eyolf. Leggeranno nei suoi libri. Giuocheranno con i suoi giuocattoli. Siederanno a turno sulla sua sedia a tavola.
ALLMERS.
Ma è una follia! In tutto l’ampio mondo, non conosco nessuno meno capace di te a questo còmpito.
RITA.
Allora, bisogna pure che mi ci educhi. Che mi ci avvezzi.
ALLMERS.
Se tu dici questo proprio sul serio, bisogna che una evoluzione si sia compita in te.
RITA.
E così è. È l’opera tua. Tu hai prodotto in me un vuoto. E bisogna ben che tenti di riempirlo con qualche cosa. Con qualche cosa, che arieggi in certo qual modo l’amore.
ALLMERS.
(_resta un tratto sopra pensiero, poi la guarda_).
In realtà, non abbiamo mica fatto molto per quella povera gente laggiù.
RITA.
Non abbiamo fatto niente.
ALLMERS.
Abbiamo appena pensato a loro.
RITA.
Mai pensato a loro con interesse.
ALLMERS.
Noi che avevamo “i monti d’oro„.
RITA.
Le nostre mani erano chiuse per essi. E i nostri cuori anche.
ALLMERS (_annuendo col capo_).
Allora non abbiamo forse nemmeno il diritto di lagnarci se non misero a repentaglio la vita per salvare il piccolo Eyolf.
RITA (_adagio_).
Pensaci bene, Alfredo. Sei proprio certo che noi stessi l’avremmo avventurata!
ALLMERS
(_colpito, tentando di stornare il discorso_).
Ma non dubitarne nemmeno, Rita!
RITA.
Oh, siamo anche noi esseri mortali, sai.
ALLMERS.
Cosa t’immagini in realtà di fare per tutti quei bambini perduti?
RITA.
Anzitutto bisognerà bene che tenti di addolcire, di nobilitare la loro sorte.
ALLMERS.
Se ti riescirà, allora il piccolo Eyolf non sarà nato inutilmente.
RITA.
E non ci sarà nemmeno stato ripreso inutilmente.
ALLMERS (_guardandola_).
Bisogna però che tu ti persuada di una cosa, Rita. Non è mica l’amore che ti spinge a tutto ciò?
RITA.
Certo, per lo meno, non ancora.
ALLMERS.
Ma allora, cos’è in realtà?
RITA (_evasivamente_).
Parlavi tanto spesso con Asta della responsabilità umana.
ALLMERS.
Pel libro, che tu detestavi.
RITA.
Il libro lo detesto ancora, ma ascoltavo sempre quando ne parlavi. E adesso voglio continuare io stessa la prova. A modo mio.
ALLMERS (_scuotendo il capo_).
Non è a causa del libro non finito.
RITA.
No, ho ancora un altro motivo.
ALLMERS.
E quale?
RITA
(_adagio, con un lieve sorriso_).
Voglio propiziarmi i grandi occhi sbarrati, sai.
ALLMERS
(_colpito, guardandola con fermezza_).
Non potrei esserci anch’io? E aiutarti, Rita?
RITA.
Lo desidereresti?
ALLMERS.
Sì, se sapessi soltanto, se potessi....
RITA (_esitando_).
Ma allora bisognerebbe ben che tu restassi qui.
ALLMERS (_adagio_).
Proviamo se la cosa ci riesce....
RITA.
Proviamo, Alfredo. (_Entrambi restano un tratto in silenzio. Poi Alfredo va alla bandiera e l’issa sin in cima all’asta. Rita resta vicino al pergolato e lo osserva in silenzio_).
RITA.
E allora vedrai che di tanto in tanto avremo anche noi i nostri giorni di letizia, di festa....
ALLMERS (_internamente commosso_).
Allora ci accorgeremo forse della presenza degli spiriti.
RITA (_mormora_).
Degli spiriti?
ALLMERS.
Sì, allora quelli che abbiamo perduto saran forse con noi.
RITA (_annuendo del capo lentamente_).
Già, il piccolo Eyolf, e anche il tuo grande Eyolf.
ALLMERS
(_fissando lo sguardo nel vuoto_).
Chi sa che di tanto in tanto sul cammino della vita non ci sia dato scorgere come un barlume di loro.
RITA.
Dove dobbiamo guardare, Alfredo?
ALLMERS
(_posando lo sguardo su di lei_).
In alto.
RITA (_annuendo del capo_).
Sì, sì, in alto.
ALLMERS.
In alto, verso le cime, verso le stelle, e verso il silenzio infinito.
RITA (_gli porge la mano_).
Grazie!
FINE.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.