Chapter 3 of 4 · 3864 words · ~19 min read

Part 3

Mi perdoni. Ha ragione, sono insopportabile. Non sarei così, sa. Ma lei anche perchè è tanto strana e volubile? Ora vicina vicina, ora tanto alta e lontana. (_abbassando la voce_) Se mi vuol bene me lo dica. Non le pare che a quest’ora, dopo che ho tanto, tanto atrocemente sofferto..? (_dopo aver aspettato invano una parola_) E se mai, se proprio non sono nulla per lei, allora perchè non è schietta? Non può farsi chiara?

IDA

Eh sì, lo potrei.

CLAUDIO

Ma dunque?

IDA

Lo sa, ci ho i miei momenti...

CLAUDIO (_aspro_)

Bene, se non vuol esserlo lei, lo sarò io, e subito.

IDA (_freddamente_)

Così ci sarà compenso.

CLAUDIO (_venendo a lei_)

Veda, non posso regger più; oh! lo comprenda. È tempo. Le ho dichiarato nettamente che l’amavo sempre, perciò tutto è finito per me. (_con forza_) Nella mia vita non ci può essere più altro che il suo amore. Più altro, più nulla. — Ecco: ho violata la mia parola, mancato ad un obbligo santo: sto commettendo con lucida coscienza, con animo deliberato un’azione spregevole, indegna d’un uomo d’onore...

IDA

E perchè... (_interrompendosi_) Dio buono, che grandi frasi, che tristi parole!

CLAUDIO

Dunque poichè il fatto è questo, poichè lei mi ha lasciato parlare, deve od accettare o respingere. È così, donna Ida, è così, è così... (_mutando tono_) Mi basta un gesto, basta una parola: un sì, un no, ma esplicito (_con energia_). E, se fosse un no, abbandono tutto, mi riallontano e per sempre, per sempre; senza speranza di ritorno, risoluto a non vederla più mai.

IDA (_accennandogli pacatamente di sedere_)

Amico, abbassate la voce, vi prego. Parliamo con calma. (_con un sorriso_) Non volete già ripartire stassera?

CLAUDIO (_ritorna a sedere_)

IDA (_a mezza voce_)

Un rimedio che le ha tanto giovato!...

CLAUDIO (_ferito_)

Se non m’ha giovato, la colpa non è tutta mia... oramai.

IDA (_seria_)

Cioè?... Ah ecco, ci sono. Ebbene queste sono parole che non mi sarei mai aspettate! L’ho accolto con festa, l’ho invitato alla villa, e ve l’ho trattenuto. Sono questi i miei torti? (_dopo una pausa_) Ah voi altri uomini come siete terribili per tormentare voi stessi e chi vi vuol bene! Irrequieti, sospettosi, vanitosi, turbolenti... Volete far così poco per farvi amare, sapete far tutto per rendervi impossibili. E non comprendete mai, non indovinate mai: agite all’opposto sempre di quel che dovreste. Ruvidi quando sarebbe il caso d’essere miti; deboli ed inetti quando dovreste essere forti. Infine sapete qual è il mio vero torto? (_dopo una pausa, porgendogli la mano_) Quello di voler essere anzitutto compresa.

CLAUDIO (_bacia la mano e vuol trattenerla fra le sue_).

IDA (_ritirandola_)

Ma, e le mie cifre?

CLAUDIO

Ora le trovo; le porrò in netto domani.

IDA (_osservando_)

Non troppo grandi, mi raccomando. Così non c’è male. Ma se finite poi non mi garbano?...

CLAUDIO

Ne farò delle altre. Ecco (_guardando lo schizzo_) I. G. S. IDA-GALLIARI-SANESI... Sanesi!... Mi ricordo quand’era ragazza, la prima volta che l’ho veduta; mi trovavo con Piero, ne abbiamo parlato tutto quel giorno. Chi m’avesse detto.... (_s’interrompe_) Dio! come tutto mi turba; come tutto mi offusca, il passato, il presente, l’avvenire...

IDA (_con dolcezza_)

Serra, badi che ricomincia.

CLAUDIO (_a mezza voce_)

Ah! se non fossi geloso...

IDA (_con leggerezza_)

Anche geloso?!

CLAUDIO (_grave_)

E con ragione.

IDA

Sicuro. — Vediamo la ragione?

CLAUDIO

Ebbene, no.

IDA

Oh via... Poichè ha cominciato, finisca. Geloso di chi?

CLAUDIO (_si morde le labbra tacendo_).

IDA (_con mal repressa ansietà_)

Dunque, sentiamo di chi?... Di Laneri, no?... sì!... Cos’ha scoperto? dica. Vi è qualche cosa di fosco nel nostro modo di essere? — Spiegherò io: avrò avuto per lui qualche riguardo, qualche preferenza giustificata dal minor grado d’intimità, dall’esser lui più nuovo, più estraneo di lei in casa nostra. Ecco.

CLAUDIO (_con impeto_)

Non è questo: è il contrario anzi. È il vederle dimostrar a Laneri una freddezza che mi par esagerata, ingiustificabile; è il vedere come lui non se ne dia per inteso. (con esitanza) Tanto più...

IDA (_fissandolo_)

Coraggio!

CLAUDIO

Oh no!...

IDA (_in piedi_)

Adesso s’ha da spiegare.

CLAUDIO

No.

IDA (_imperiosa_)

Badi, che lo esigo.

CLAUDIO

Eh! infine, perchè no...? (_concitato_) L’altro giorno, dopo pranzo, Carlo era andato alla tenuta; lei passò con Piero in giardino; io mi ritrassi a scriver lettere. Dalle finestre, attraverso ai rami brulli vi vidi passar nel viale stretto che segue il muro di cinta. Lei era al suo braccio... v’era nell’andatura un abbandono... quel non so che prova d’intimità, d’accordo completo nei sentimenti...

IDA

Serra!

CLAUDIO (_con impeto_)

Erano due amanti ch’io vedevo in quel punto!

IDA

Serra...

CLAUDIO

E perchè vi spiccaste quand’io m’affacciai?

IDA

Ma basta, basta... (_siede e riprende il lavoro, lunga pausa_). Così guai! Non posso avere un momento di distrazione, permettermi uno scherzo, un’inezia? Non posso trovarmi stanca e cercar semplicemente il braccio di chi m’è vicino?.. devo serbare un contegno serio, irreprensibile, rigido... ridicolo... E scrutar le finestre, e guardarmi alle spalle! (_cambiando tono_) Però, non so perchè io le risponda; perchè io raccolga le sue parole, quasi intendessi scolparmi, o... le accordassi diritti, che certo non avrà mai!

CLAUDIO (_esasperato, addoloratissimo_)

Signora, lei è troppo forte per me!... Non abusi della sua forza. Non ne abusi. Mi sento perduto, sono fuori della via retta, non ho più scrupoli, non ho ritegno. — Posso cacciarla ancora una volta dal cuore e allora... il conto che m’avrebbe a rendere sarebbe terribile!

SCENA III.

DETTI e _PIERO_.

_Piero, che sarà comparso dietro l’invetriata, entra con qualche strepito._

PIERO (_deponendo mantello e cappello nel fondo_)

Eccomi. Come Dio vuole il barone ha fatto in tempo. Ma è molto se ha avuto campo a prendere il biglietto. Il treno era già arrivato. È scappato via, lasciando un mondo di saluti... (_venendo avanti_) Abbiamo una sera tepida, relativamente, ma fosca. (_guarda il disegno di Claudio_) E tu hai lavorato?

CLAUDIO (_asciutto_)

Come vedi.

PIERO

Che le pare, baronessa, di queste cifre?

IDA

Bellissime.

PIERO

Gran bella cosa saper disegnare!... Non ci ho inclinazione. Questo poi, del trovar cifre, arabeschi, che so io, è un talento speciale. Serra lo possiede mirabilmente; l’ho veduto compir miracoli; scioglier veri problemi, venir a capo di cifre complicate, formar monogrammi ingegnosi, nitidi, stupendi. Ma credo pure che vi siano lettere per così dire ribelli, ad ogni combinazione. L’I col G e coll’S devono essere di queste.

CLAUDIO (_aspro_)

Chi te lo dice?

PIERO

Lo vedo.

CLAUDIO

Eccoti il lapis: provati!

PIERO

Sai che non so disegnare. Dunque...

IDA

Signori, chi mi dà l’ora?

PIERO (_guardando l’orologio_)

Mezzanotte a momenti.

IDA

Grazie (_incomincia a riporre il lavoro_).

CLAUDIO (_che avrà passeggiato un momento_)

Mi ritiro. Penso di alzarmi per tempo domani. Voglio cacciar tutto il giorno.

PIERO

Cacceremo insieme.

CLAUDIO (_senza tornare alla tavola, s’inchina_)

Baronessa... Buona notte, Laneri. (_entra nel secondo uscio a destra_).

PIERO (_prontissimo_)

Cos’ha?

IDA

Dubita.

PIERO

Di che?

IDA

Ci ha visti l’altro ieri, nel viale.

PIERO

Ah!... (_dopo un momento_) Mi vuoi bene?

IDA (_accenna di sì col capo_).

PIERO

Ma tanto? (_con passione_) Una parola, Ida?... Mi vuoi bene?

IDA

Troppo.

PIERO (_accostandosi_)

Siamo liberi, soli...

IDA

Guardati!

CLAUDIO (_ricomparso sulla soglia, viene innanzi lentamente, cercando sul sofà, poi sulla tavola_).

Cerco e... non trovo; credevo d’aver un libro in camera e non ce l’ho. Non so dove posso averlo lasciato...

PIERO

Che libro?

CLAUDIO

La _Revue des deux Mondes_, l’ultimo fascicolo.

PIERO

La _Revue_? Era qui pur ora... eccola. (_gli porge un libro_).

CLAUDIO

Grazie... Vi è un articolo bellissimo... 1º dicembre? Ma non è l’ultimo! (_continua a cercare_) Un articolo tanto bello; ma non fa nulla, se non trovo l’altro ritengo questo — a meno che vi sia chi l’abbia in lettura?

IDA

No, no. (_alzandosi_) Auguro a loro signori una felicissima notte. (_porge loro la mano, risale la scena ed entra a sinistra_).

SCENA IV.

_PIERO, CLAUDIO_

PIERO

Cercavi il fascicolo 15 dicembre, l’avevi sott’occhio.

CLAUDIO

Grazie! (_lo sfoglia, stando in piedi, distratto. Un silenzio nel quale si sente che entrambi fanno uno sforzo per restar calmi_).

PIERO (_si sarà allontanato verso la porta a destra_)

Non vorrai dormir qui ed io nemmeno, perciò: buona notte!

CLAUDIO

Buona notte. (_subito_) Piero?

PIERO

Eh?

CLAUDIO

Lo sai, che v’è una cosa che io non riesco a spiegarmi?

PIERO (_sempre lontano_)

Quale?

CLAUDIO (_movendosi verso di lui_)

Ecco, non mi so dare una ragione della gelida indifferenza di donna Ida verso di te.

PIERO (_pacatamente_)

Tu vedi dell’indifferenza nel contegno della baronessa, verso di me? (_avvicinandosi_) Santo Dio, che vuoi che ci sia?

CLAUDIO (_spiccando le parole_)

Non mi so dare una ragione dell’antipatia di donna Ida verso di te.

PIERO (_sempre calmo_)

Non trovi la ragione d’un fatto che non esiste.

CLAUDIO (_a denti stretti_)

Non son cieco, nè sordo, nè scemo.

PIERO

Sei un gran visionario, però... Antipatia?... È così che m’hai detto?

CLAUDIO

È la mia parola.

PIERO

Euh!?... Ben, ti giuro che non me n’ero accorto.

CLAUDIO

Ed è questo che mi sorprende. Ti ho sempre veduto star così sul puntiglio, sempre; ed ora...

PIERO

No, non son tanto assoluto. In fondo ho un carattere che rifugge dall’analisi, non sono fatto per approfondire. Mi abbandono io, (_blando_) gusto il presente senza crucciarmi del passato, senza angustiarmi per l’avvenire. Sono qui, con te, mi trovo bene, ci sto e non cerco altro. Oggi la discrezione mi suggeriva d’andarmene... fui pregato con gentile insistenza a rimanere, e son rimasto.

CLAUDIO

Insistenza naturalissima in persone ammodo, squisitamente cortesi.

PIERO (_scuotendosi_)

Oh, oh!... Mi dici questo con un tono,... (_scaldandosi_) Dunque a parer tuo si è insistito meco per pura convenienza?... Perdio! Mi devi parlar chiaro, è affar delicato. Se v’è un’ombra di verità in ciò che affermi, presto fatto. Domani mi fo capitar una lettera di richiamo, un telegramma, trovo un pretesto e via senz’altro, torniamo in città senz’aspettar Natale, nè capo d’anno. (_con intenzione_) Dico torniamo, al plurale, perchè partendo io, non immagino che tu voglia restare?

CLAUDIO (_siede e sfoglia nervosamente il libro_).

PIERO (_con calma_)

Ti pare?... In due sì, ma uno solo, tu solo?... Uhm! Non so se al barone garberebbe trovarti qui, solo, al ritorno.

CLAUDIO (_fissandolo_)

Cioè?

PIERO

Cioè,... che vuoi, ho sempre sospettato un pochino che la tua partenza precipitosa d’un anno fa, fosse causata da... non saprei come dire... da un incidente, via, al quale incidente il barone e la baronessa Galliari non erano estranei. Eri venuto alla villa per un mese, come gli altri anni, e sei scappato via dopo due settimane, e mi sei capitato a casa con una faccia,... e per offrirmi, così a bruciapelo, d’accompagnarti in un viaggio, di cui non m’avevi parlato mai, deciso lì per lì,... un’inezia, un giretto d’un anno! E poi non son cieco, nè sordo, nè scemo nemmeno io...

CLAUDIO (_con impeto_)

Ebbene, quando ciò fosse, quando io avessi perduto per un momento la testa e guardato donna Ida con occhi diversi da quelli con cui la dovevo vedere, come mai ciò potrebbe riguardar te, adesso! — A meno che non accada ora a te quello che accadde a me in quel tempo!

PIERO

Oh!

CLAUDIO

Sarebbe un bel fatto la scoperta d’un Werther nel freddo Laneri!

PIERO

Sei matto!

CLAUDIO

Ebbene ti accerto che...

PIERO (_pronto, interrompendolo_)

Basta. Non è argomento da scherzi. Se non vuoi risparmiar me, risparmia almeno la baronessa. Concludo. — Mi par che in questa circostanza dobbiamo partire o restar tutti e due. Galliari ha diritto di trovar le cose come le ha lasciate. È inutile ch’io mi spieghi di più.

CLAUDIO

Intendo, secondo la tua esperienza mondana...

PIERO

La mia esperienza mondana, caro mio, mi consiglia d’andar a letto quand’è tempo. Buona notte. (_gli dà la mano; entra a destra nella porta più vicina al proscenio_).

SCENA V.

_CLAUDIO, NICOLA_

_Claudio va alla tavola a ripigliare il libro e rimane con gli occhi fissi sul posto occupato dall’Ida, come se ancor ve la vedesse._

NICOLA (_entra_)

Oh perdoni! Non sentivo più movere, venivo a spegnere.

CLAUDIO

Puoi farlo. (_accende un sigaro al lume e va lentamente all’invetriata_).

NICOLA

L’aria si è rifatta cruda.

CLAUDIO (_apre l’imposta_)

NICOLA

Vuole andar fuori senza cappello?

CLAUDIO

Mi duole il capo, rinfresco la fronte.

NICOLA

Si guardi, sa; come dicevo, l’aria è pungente, par piena di spilli; non stia poi troppo. — L’uscio a vetri?

CLAUDIO

Va, va; lo chiuderò io.

(_Nicola spegne e si ritira. Claudio scende in giardino_).

SCENA VI.

_PIERO, CLAUDIO_

_La scena rimane vuota. Piero riapre l’uscio pian piano, guarda, porge l’orecchio, va all’uscio di donna Ida e vi entra. Dopo un momento Claudio balza in casa, corre all’uscio di Piero, vi entra e ricompare sulla soglia pallido e stravolto. Cala la tela._

ATTO IV.

Stanza nell’appartamento di Serra in città. Armi e quadri sulle pareti. Orologio a pendolo. Scaffale con libri. Una scrivania, poltrone, canapè.

SCENA I.

_CLAUDIO, LUIGI_

CLAUDIO (_alla scrivania con un candelliere acceso davanti, in atto di suggellare una grossa busta. Pallido, gesti febbrili_)

Luigi?... (_con impazienza_) Luigi, Luigi!

LUIGI (_entrando_)

Eccomi!... comandi.

CLAUDIO (_dopo un momento, guardandolo_)

T’ho chiamato... (_chiude gli occhi nello sforzo di richiamar le idee_).

LUIGI (_timidamente_)

È pallido, sa. Si sente male?

CLAUDIO (_dopo aver guardato l’orologio a pendolo_)

Aspetto gente che non dovrebbe tardare. Aspetto il signor Laneri. Può darsi... può darsi che non sia solo.... Comunque, introdurrai, ecco tutto.

LUIGI

Sta bene, sì signore. Adesso... vuol caffè?

CLAUDIO (_si alza e passeggia nervoso_)

LUIGI

L’ho tenuto al caldo, il caffè; è pronto, è buono. Se preferisse una tazza di cammomilla, può averla subito. — Ho veduto che non ha toccato il letto, se vi si buttasse... Non le pare? Lo chiamerei quando venisse il signor Piero... E se anche volesse il dottore... ne abbiamo uno vicino...

CLAUDIO

Su te si può contare?

LUIGI (_dopo essere rimasto un momento a bocca aperta_)

Su me, dice? Se non può contare su di me, su chi vuol contare? Da quant’anni sono in casa?.... Non lo so più; era viva ancor sua nonna, così dunque...

CLAUDIO

Va in pace.

LUIGI

Vado via. Se ha bisogno, sono di là... Non l’adopera più la candela?

CLAUDIO (_siede_)

LUIGI

No?... allora... (_soffia il lume. Scampanellata. Luigi corre via. Claudio scatta in piedi e si volge all’uscio_).

SCENA II.

_PIERO, CLAUDIO_.

_Piero, smorto, con qualche disordine negli abiti. Entrando si libera dal cappello e viene difilato a Claudio, senza alcun saluto._

PIERO (_mostrando una lettera_)

Vero, questo?

CLAUDIO

Vero.

PIERO

Hai fatto questo! — Tu?

CLAUDIO

Sì. (_dopo un momento_) Perchè dubiti? In certi casi... procedimento sommario...

PIERO

Ah!?

CLAUDIO

E d’altronde poi...

PIERO

Vieni al fatto.

CLAUDIO

Il fatto è questo. Te lo ripeto tutto, perchè posso aver omesso qualcosa, scrivendo. — L’altra sera, alla villa, la baronessa si ritirò a mezzanotte. Restammo soli, vi furono fra noi poche parole aspre,... le prime in tanti anni. Mi lasciasti per andare a letto. Mi sentiva male; non so perchè, soffocavo. Scesi in giardino e mi gettai sulla panca che sta sotto il cipresso grande; di fronte alle finestre di donna Ida. V’era lume ancora, vedevo l’ombra di lei sulle cortine bianche, abbassate. Ad un tratto, qualcuno entrò dalla porta vicina alla finestra. Vidi l’atto delle braccia, e poi lei che sciogliendosi bruscamente corse a chiuder le imposte. Era stato un attimo, un lampo, un sogno! Subito non compresi qual enorme consenso significasse quell’atto: la barriera nera sbattuta fra voi ed il di fuori... Poi riafferrai la visione, ti vidi... Tu, tu nella sua camera a quell’ora? Saltai in casa. — Era vero, era vero: la tua camera era vuota. (_si lascia andar seduto_) E lo rimase... Passai la notte in sala; immagini cosa si può diventare in una simile attesa? (_alzandosi_) Non vi ho sturbati, non è vero? Non ho urlato, nè riso, nè cantato come ne sentivo lo stimolo; non ho buttata a terra la porta... Avevo paura, movendomi, di cascar morto. Credevo di scagliarmiti addosso quando saresti uscito... Ma, e poi, bastava? — Sono fuggito a piedi, in fretta, in furia, così com’ero perchè... Perchè poteva darsi che il mondo finisse!

PIERO (_alza le spalle con impazienza_)

CLAUDIO (_con ira_)

Aspetta! Ho ben saputo aspettare a suo tempo? — Fui in città, a casa tua; parlai al domestico, chiesi di veder le tue lettere tutte e di comprar quelle che potevano interessarmi. Accettò, e... mi trovò egli stesso in un ripostiglio ciò che cercavo. Intelligente; fedele anche, ne volle un bel prezzo! Le avrei pagate con sangue... E seppi tutto, ebbi completo il romanzo. Tu da più di tre anni amante di donna Ida; ella si abbandonava già a te, al tuo amore quando respingeva così superbamente il mio! Usciva forse dalle tue braccia, il giorno in cui per dar lo scambio, sopir forse un dubbio e liberarsi di me, mi denunziava al marito. Io partii; i vostri amori continuarono fino a che, avendo Galliari voluto stabilirsi in campagna, i convegni si fecero per forza più rari... Laneri non veniva in casa; bisognava introdurlo. Come far accettare al barone un amico giovane, nuovo, inatteso?... Un’ultima deliziosa letterina, scritta due giorni prima del nostro arrivo alla villa, mi fa l’onore d’occuparsi di me; e mi rivela l’intrigo. Io, io ero destinato a metterti in casa; io amico tuo; amico da tanto tempo di Carlo, il quale, dopo l’ammirabile rivelazione fatta da sua moglie un anno prima, non poteva più permettersi sospetti, nè su di lei così franca e fedele, nè su di me, che credeva guarito e che glielo giuravo!

PIERO

Meno parole... e poi?

CLAUDIO

Oh poi!... Quand’ebbi lette e assaporate le lettere, ne scrissi una anch’io, alla baronessa, e l’hai tra le mani.

PIERO (_padroneggiandosi_)

Senti, Serra; parliamo con calma. Torna in te. Sai, che certe confidenze sono impossibili tra amici, tra fratelli. Sono incompatibili con... Insomma disonorano chi le fa. Che potevo dirti, io?

CLAUDIO (_non risponde_)

PIERO (_dopo aver aspettato_)

Renderai quelle lettere?

CLAUDIO

Senti, Laneri, parliamo con calma. Io ci ho un dubbio che non ho potuto schiarir mai. Non saprei decidere se una lettera appartiene a chi l’ha scritta od a chi la riceve. Perciò cambio avviso come a me garba o conviene. In questo caso le lettere devono tornare, secondo me, a chi le ha scritte.

PIERO

Spieghiamoci. Tu vuoi che la baronessa te ne faccia richiesta?

CLAUDIO

Ecco.

PIERO (_avviandosi_)

Bene. Torneremo.

CLAUDIO (_alza le spalle_)

PIERO (_tornando_)

Sola?... No.

CLAUDIO

Oh! e perchè?

PIERO (_frenandosi_)

Non acconsentirà mai.

CLAUDIO (_con ironia_)

Credi? — Però, le donne hanno modi così singolari d’intendere la dignità... Foss’io te, non prenderei impegno per lei.

PIERO (_con voce sorda_)

Claudio!... Sai cosa penso di te?

CLAUDIO

Forse precisamente quello che ne penso io.

PIERO

Penso che sei... Ah! via, finiamola tra noi, tra uomini.

CLAUDIO (_freddamente_)

Un duello?! — Eh, certo sarebbe un sollievo trovarsi di fronte, avventarci l’uno contro l’altro e soffocar tutto nel sangue..... Ma io non voglio.

PIERO (_va a lui, stravolto, coi pugni stretti_)

CLAUDIO (_impassibile_)

Eeheh!..... Ho previsto tutto; sai. Non vi salverebbe neppur la mia morte.

PIERO (_si ferma. Dopo una pausa, durante la quale il suo volto cambia espressione_)

Claudio, e se fosse la mia?... La mia morte, dico. Per Dio, sei un uomo, vendicati dell’uomo! — Dammi le tue condizioni, parla.

CLAUDIO

Ho parlato.

PIERO

Sono disposto a tutto, sai, a tutto. Come vedi, il campo è ampio, alla tua vendetta. Non la rivedrò più..... Mi comprendi?

CLAUDIO (_non lo guarda, non risponde_)

PIERO (_con angoscia crescente_)

Non la rivedrò più... Andrò via, lontano; non tornerò, non udrai più parlare di me, mai, mai..... Se mi troverai sulla tua strada potrai uccidermi come un cane... Vado via, Claudio, partirò quando vorrai. Te ne dò la mia parola d’onore. (_con forza_) Si può non credere in Dio, ma alla parola d’un gentiluomo si deve credere.

CLAUDIO (_non risponde_)

PIERO

Ma... poichè ti giuro sulla memoria di mia madre che tutto sarà finito! Non intendi, non ti basta? Ti par poco? Vuoi..... vuoi, vuoi che io ti scriva qui di mio pugno una lettera nella quale ti annunzio che mi uccido? — La mostrerai poi.

CLAUDIO (_accenna di no, col capo_)

PIERO

E rispondi! Ma cosa vuoi, che pretendi?... Dammi quelle lettere, Serra... Claudio, dammi quelle lettere, dammele per lei..... Se l’hai amata devi poter perdonare...; l’amore non può esser tutto svanito in poche ore. — No, di lei, no, ma di me fa quel che vuoi. T’ho detto: a _tutto_, disposto a _tutto_. (_volgendo l’occhio alle armi della parete_) A non uscir vivo di qui, a morir sull’istante. Si può...; Non va... non ti basta? Faccio di più. Ti prego, ecco. Dammi quelle lettere; ti supplico, e, per Dio, mi vuoi a terra? eccomi a terra!... (_alzando subito la testa_) Non ti basta!

CLAUDIO (_voltandosi imperioso con voce terribile_)

No... Ti accordo la giornata intera!

PIERO (_esce_).

SCENA III.

_CLAUDIO, LUIGI._

CLAUDIO (_correndo alla scrivania_)

Luigi, Luigi?... Luigi!

LUIGI (_accorrendo_)

Signore...

CLAUDIO (_prestissimo_)

Vieni qui. (_mostrando la busta suggellata_) Ecco, tieni a mente, se mi capita disgrazia...

LUIGI

Misericordia!!...

CLAUDIO

Taci. Prima d’ogni altra cosa, subito, subito, a qualunque costo, devi portar al barone Galliari queste lettere; rimetterle a lui, a lui in persona; trovarlo dovunque sia, e non affidarle a nessuno, per nessuna ragione... M’hai inteso? Conto su te. (_mostrando un’altra busta_) Quanto troverai qui, in questa busta al tuo nome, tutto per te.

LUIGI

Ah Signore! Madonna! per carità...

CLAUDIO

Zitto, va via e non entrare se non ti chiamo. (_suono di campanello_) Corri, presto!

LUIGI (esce).

SCENA IV.

_CLAUDIO, IDA_

_Ida entra e si ferma vicino alla porta, che le si chiude alle spalle. Claudio, in piedi alla scrivania, le accenna di avanzare._

CLAUDIO

Non l’aspettavo così, subito...

IDA (_con voce bassa che si va rinfrancando_)

Sono venuta in città, appena ricevuta la lettera. Laneri mi ha accompagnata. Mentr’era qui con lei, ero sotto nel legno... Or ora mi disse... che... dovevo salire...

CLAUDIO

Fu convenuto così.

IDA (_con tono lento e grave_)

Sono venuta perchè so d’aver a che fare con un gentiluomo, incapace di usare d’un mezzo... d’una forza comprata. Ho pensato che doveva essere tornato in sè; trovarsi pago, vendicato abbastanza coll’affanno mio di queste ore, e coll’umiliazione che m’infligge.

CLAUDIO (_le accenna di sedere_)

IDA (_ricusando e restando dove si trova_)

Così m’immagino... confido che mi vorrà restituir quelle povere lettere.

CLAUDIO (_freddamente_)

Ecco, certo così si accomoderebbe subito ogni cosa; e per il verso che conviene a lei e a qualcun altro. Sarei io solo a rimetterci. Lo ammetta una buona volta, baronessa, abbiamo fatto una curiosa giocata. Io con la forza, lei con l’astuzia. Avrei potuto perdere e mi trovo aver vinto. Dunque... non sta a me a pagare.

IDA

Se le dicessi che tutto è finito e che non rivedrò più Laneri?

CLAUDIO

Egli pure m’ha parlato così, ma ha compreso... ch’era tardi.

IDA

Dunque per quei fogli maledetti non vuol nè giuramenti, nè lagrime,... neppur sangue?

CLAUDIO (_la guarda fissamente, senza batter ciglio_)

IDA

No?... (_alzando la testa con gli occhi sfavillanti_) Ah no!? Ma sa quello che fa? Lo sa che la sua è un’infamia, un’azione senza nome?

CLAUDIO