Chapter 6 of 6 · 936 words · ~5 min read

Part 6

STR. Nè te, nè lui: sta pur tranquilla! Deve servire a me soltanto, per vivere e morire da uomo libero.

ELLIDA. (_sempre più esaltata_). Wangel, lascia che ti parli innanzi a lui: tu vuoi e puoi trattenermi qui, perchè hai la forza. Ma la mia anima, i miei pensieri, le mie inclinazioni, i miei desideri, non potrai mai incatenarli. Essi cercheranno e seguiranno questo mistero, quest’ignoto pel quale io mi sento portata, e nel quale tu mi proibisci d’entrare.

WAN. (_con un dolore rassegnato_) Comprendo, Ellida, che tu mi sfuggi: il desiderio dell’infinito, dell’ideale irrealizzabile finiranno per gettare la tua anima nelle profonde tenebre della notte!

ELLIDA. Sì, sento sopra me il rumore prodotto dall’agitarsi di grandi ali nere!

WAN. Non voglio portarti fino a tal punto: ecco perchè sciolgo il contratto. Ora scegli il tuo cammino! Sei libera! completamente libera!

ELLIDA. (_guardandolo per alcuni istanti con profondo stupore_) È vero? Sono sincere le tue parole? Tu consenti?

WAN. Sì, col cuore lacerato, vi consento.

ELLIDA. Hai la forza di acconsentire?

WAN. Appunto perchè ti amo molto.

ELLIDA. (_a bassa voce tremante_) Avevo dunque un posto così grande nel tuo cuore?

WAN. Non abbiamo vissuto assieme per tanti anni?

ELLIDA. (_giungendo le mani_) Ed io che non avevo mai compreso quest’uomo!

WAN. I tuoi pensieri si drizzavano altrove! Da questo momento tu sei del tutto libera dai legami che ti avvincevano a me ed ai miei. Da questo momento puoi ritrovare il vero cammino della tua vita e seguirlo. Puoi scegliere liberamente, Ellida: tu ne sei responsabile.

ELLIDA (_portandosi le mani al capo e fissando Wangel_) Libera! responsabile! Qual cambiamento! (_si ode la campana della nave_).

STR. Senti, Ellida.... è l’ultimo avviso! Vieni?

ELLIDA. (_si volge verso lo straniero, lo guarda a lungo, poi dice a voce alta_) No, io non vi seguirò più dopo quanto è avvenuto ora!

STR. Non vuoi seguirmi?

ELLIDA. (_avvicinandosi a Wangel_) Non ti lascierò più ora che ho sentito le tue parole di testè.

WAN. Ellida! Ellida!

STR. Allora è finita?

ELLIDA. Sì, e per sempre!

STR. Capisco che qui vi è qualche cosa di più forte della mia volontà!

ELLIDA. La vostra volontà non ha più potere su me; per me, ora, siete un morto risorto dal mare e che vi ritorna. Ma non vi temo più, voi più non mi attraete.

STR. Addio, signora. (_scavalca la siepe_) Ormai non sarete più nella mia vita che un ricordo: il ricordo di un naufragio! (_esce da sinistra_).

SCENA IX.

WANGEL _e_ ELLIDA.

WAN. (_guardando Ellida per qualche istante_) Ellida, la tua anima è come il mare: ha dei flussi e dei riflussi! Perchè questo cambiamento in te?

ELLIDA. Non comprendi che tale cambiamento doveva inevitabilmente avvenire, una volta che tu mi avevi dato la libertà di agire?

WAN. E quell’ideale, quel misterioso ignoto che ti attraeva?

ELLIDA. Ora non mi attrae più. Ho potuto contemplarlo, ho avuto la libertà di scrutarlo, ecco perchè vi ho rinunciato.

WAN. Comincio a comprenderti. I tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, sono altrettanti enigmi ed allegorie: ciò che ti attraeva verso il mare, verso quello straniero, era un bisogno di libertà, che si è svegliato ed ingigantito in te, e nulla più.

ELLIDA. Non lo so. Ma tu sei stato un buon medico: hai trovato ed osato fare uso del vero mezzo, il solo che poteva salvarmi.

WAN. Noi medici, nei grandi pericoli, giuochiamo tutto. Ed ora sarai mia, non è vero, Ellida?

ELLIDA. Sì, mio caro, mio fedele Wangel, ora sarò tua.

WAN. Ellida, noi vivremo ora l’uno per l’altro....

ELLIDA. Dividendo i nostri comuni ricordi.

WAN. Sì.

ELLIDA. E il nostro amore per le nostre figlie.

WAN. Tu le chiami le nostre figlie!

ELLIDA. Sì: quelle ragazze di cui non posseggo ancora il cuore ma che saprò guadagnarmelo.

WAN. Le nostre figlie! (_la bacia_) Oh! grazie!

SCENA X.

DETTI, HILDA, BALLESTED, LYNGSTRAND, ARNHOLM _e_ VIOLETTA.

(_Entrano nel giardino. Contemporaneamente il sentiero esterno si popola di giovani della città_).

HILDA. (_piano a Lyngstrand_) Guardi babbo e mamma non sembrano due fidanzati?

BALL. (_che l’ha intesa_) È la stagione estiva, signorina.

ARN. (_guardando Wangel ed Ellida_) Ecco la nave inglese che parte.

VIOL. (_avvicinandosi alla siepe_) Di qui la si vede meglio.

LYNG. È l’ultimo suo viaggio per quest’anno.

BALL. Presto ogni fiordo sarò rinchiuso, come dice il poeta. È triste, non è vero, signora Wangel! Ed ora noi la perdiamo per qualche tempo: ho inteso dire che domani parte per Skjoldvik.

WAN. No, quel viaggio è andato in fumo. Abbiamo cambiato d’avviso questa notte.

ARN. Oh! davvero?

VIOL. Babbo, è dunque vero?

HILDA. (_a Ellida_) Resterai con noi?

ELLIDA. Sì, mia cara Hilda, se tu lo vuoi.

HILDA. (_lottando fra le lagrime ed una grande tenerezza_) Come, se io lo voglio?...

ELLIDA. (_con un sorriso_) Non si ricorda, signor Arnholm, ciò che dicevamo ieri? Quando si è vissuto per un po’ in terra ferma, più non si ritrova la strada del mare, non si ritorna più alla vita marina.

BALL. Appunto come la sirena del mio quadro!

ELLIDA. Press’a poco.

BALL. Con questa differenza, che la mia Sirena ne muore, mentre che noi, al contrario, possiamo far l’abitudine: possiamo accla.... accli... acclimatarci. Sì, sì, le assicuro, signora Wangel, che ci acclimatizziamo.

ELLIDA. Sì, Ballested; è necessaria però la coscienza di essere liberi.

WAN. E responsabili, mia cara Ellida!

ELLIDA. (_prendendogli una mano_) E responsabili. Hai ragione.

_La grande nave parte. Tutti si dirigono verso il fondo della scena per vederla. Si ode la musica che si avvicina._

FINE.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.