parte d
’Europa, tu avevi pranzato bene e letto i giornali....
STENSG. Oh, il medesimo brivido ghiacciato! l’ho sentito questa sera passarmi per le vene! Sì, farò il mio dovere, sarò la voce che....
FIELDBO. Ascolta, mio caro, e rifletti. Tu vuoi essere la voce, non è vero? Qui, in questa città? e dove sarà, dimmi, l’eco che solleverà la tempesta? Della gente come il possidente Monsen, come Bastiano! Invece di imperatori e re fuggitivi, noi vedremo il signor Lundestad correre in traccia della sua elezione a deputato.... E che resterà del tuo bel sogno?... il principio soltanto: dei meschini borghesi che corrono al vento!
STENSG. Sì, dapprincipio; ma chi può sapere fin dove una tempesta estenderà le sue rovine?
FIELDBO. Fantasie! E poi, accecato, circuito come sei da questa gente, finirai col rivolgere contro di noi le tue armi, vedrai!
STENSG. Non è vero.
FIELDBO. Sì, sì, vedrai. Subito dopo il tuo arrivo, Monsen ti ha teso il laccio, e ti rovinerà, se non ti liberi di lui. Il ciambellano Bratsberg è un uomo d’onore, te lo assicuro. Sai perchè Monsen lo odia tanto? Perchè....
STENSG. No, taci: non offendere i miei amici.
FIELDBO. Vediamo, Stensgard: Monsen è proprio un amico tuo?
STENSG. Mi ha accolto in casa sua colla massima gentilezza.
FIELDBO. Sì, ma le persone più considerate in paese non vogliono saperne di andar da lui!
STENSG. Oh, sarà qualche funzionario ambizioso! oh, li conosco! Per conto mio posso dire che mi ha ricevuto con tale distinzione, con tanti riguardi, che....
FIELDBO. Con distinzione! Ah, Dio mio, ma ti pare?...
STENSG. Oh, per questo io giudico imparzialmente. Il signor Monsen ha delle buone qualità: è istruito e intelligente negli affari pubblici.
FIELDBO. Delle buone qualità? Eh, a modo suo sì. È istruito, perchè riceve i giornali, e vi legge i tuoi articoli e i tuoi discorsi; è anche intelligente, se vuoi, negli affari pubblici.... lo ha dimostrato approvando i tuoi discorsi e i tuoi articoli!
STENSG. Fieldbo, Fieldbo, non ricominciare colle malignità! non dire quello che tu non pensi.... Io ho une forte motivo per aver agito così... e te lo confido. Dimmi un po’, conosci tu Anna?
FIELDBO. Anna Monsen? Sì, un po’.
STENSG. Essa va qualche volta in casa Bratsberg?
FIELDBO. Sì, va di nascosto a trovare la signorina Bratsberg, che è sua compagna d’infanzia.
STENSG. E che te ne pare?
FIELDBO. Da quello che ho inteso dire è una buonissima ragazza.
STENSG. Oh, se tu la vedessi in casa sua, quanto è premurosa e buona coi suoi fratellini! E quanta assistenza ha fatto a sua madre, povera donna, che negli ultimi anni era un po’ alterata di mente!
FIELDBO. Sì, lo so, l’ho curata anch’io per qualche tempo. Ma dimmi un po’, caro amico, non mi vorrai far credere....
STENSG. Ma sì, Fieldbo, io l’amo realmente: e te lo posso dire. Capisco che ciò ti sorprenda, tanto più che tu saprai del mio famoso fidanzamento a Cristiania, andato a vuoto....
FIELDBO. Sì, me l’hanno raccontato.
STENSG. È stato tutto un malinteso.... ho dovuto troncare ogni cosa.... era il meglio che potessi fare.... t’assicuro però che ne ho avuto molto dispiacere.... Ma grazie a Dio, la è finita. È questo uno dei motivi per cui ho lasciato Cristiania.
FIELDBO. E Anna Monsen corrisponde al tuo affetto?
STENSG. Sì, caro amico, non ho ragione di dubitarne.
FIELDBO. Allora tutto va a gonfie vele!. Puoi proprio chiamarti fortunato! e ho il mio motivo di dirlo!...
STENSG. Ah, davvero? Credi che ella abbia detto qualche cosa alla signorina Bratsberg?
FIELDBO. No, tu non puoi capirmi. Ma senti.... come va che ti sei gettato con tanto ardore nella lotta politica? Perchè aspiri così vivamente alle acclamazioni della folla?
STENSG. Ma, caro mio, l’amore non deve andar disgiunto dal lavoro: al contrario lo aiuta, lo nobilita! Ed io debbo appunto attraversar queste lotte, questo trambusto, per arrivare sino a lei.
FIELDBO. Volgare tragitto, in verità.
STENSG. Eh, che vuoi? Sono ambizioso, lo sai, e voglio percorrere una via luminosa: il tempo stringe, ho già trent’anni, e quando ci penso, mi prende il rimorso....
FIELDBO. E ti proponi di emendarti....
STENSG. Ah, tu hai sempre voglia di ridere! Tu non hai mai provato questo bisogno di movimento, di vita. Tu sei sempre stato indolente, sempre e dappertutto: in collegio e all’università; all’estero e qui.
FIELDBO. Non dico di no, ma quest’indolenza è piacevolissima, sai? Non rassomiglia per niente alla stanchezza mortale che vi fa cadere, voialtri, sotto la tavola, quando....
STENSG. Finiscila con queste sciocchezze; tu ti burli di me, e fai male: vuoi spegnere tutto il mio entusiasmo....
FIELDBO. Oh, ma sai se il tuo entusiasmo è così poco....
STENSG. Basta, basta; non turbare la mia felicità: non mi credi forse sincero, Fieldbo?
FIELDBO. Sincerissimo, non ne dubito.
STENSG. E allora non scoraggiarmi, non rendermi diffidente. (_Rumori sotto la tenda_) Senti, Fieldbo! Bevono alla mia salute. Non è forse nobilissima l’idea che agita questa folla?
SCENA VIII.
=Detti, Helle, Dora= e =Anna=.
HELLE. Vedete, signorina, l’avvocato Stensgard è là.
DORA. Allora è inutile andar più innanzi. Buona notte, Anna! Buona notte.
HELLE e ANNA. Buona notte, buona notte. (_Escono_).
DORA (_avvicinandosi_). Permettete.... io sono la figlia del proprietario delle ferriere Bratsberg, e ho una lettera di mio padre per voi.
STENSG. Per me?
DORA. Sì, eccola. (_Vuole allontanarsi_).
FIELDBO. Mi permettete di accompagnarvi?
DORA. No, grazie, vado sola. Buona notte. (_Se ne va_).
STENSG. (_legge vicino a un lampione_). Che cosa significa ciò?...
FIELDBO. E che ti scrive il signor Bratsberg?
STENSG. (_ridendo forte_). Ah questa non me l’aspettavo davvero!
FIELDBO. Dimmi dunque....
STENSG. Ma è un miserabile personaggio, costui!
FIELDBO. Ah, questo è troppo!
STENSG. E lo ripeterò, se ti piace.... Del resto no.... non importa, non badiamoci. (_Mette la lettera in tasca_) Che ciò resti fra noi. (_La folla esce dalla tenda_).
SCENA IX.
=Monsen, Lundestad, Fieldbo, Stensgard, Bastiano, Aslaksen.=
MONSEN. Dov’è il signor Stensgard?
LA FOLLA. Eccolo. Evviva, evviva!
LUND. Il signor avvocato ha dimenticato il suo cappello. (_Glie lo consegna_).
ASLAK. Eccovi del punch, ben caldo.
STENSG. Grazie, non ne voglio più.
MONSEN. E che i membri della Lega si ricordino che domani c’è una riunione in casa mia, a Storli.
STENSG. Domani? No, no, non è per domani.
MONSEN. È necessario per compilare il manifesto.
STENSG. Ma domani, in realtà, io non posso; dopo domani, oppure un altro giorno. Ed ora, buona notte, signori. I miei sinceri ringraziamenti per l’indimenticabile serata, ed un evviva ancora all’avvenire!
LA FOLLA. Evviva! accompagnamolo a casa!
STENSG. Grazie, grazie, no!
ASLAK. Vogliamo accompagnarvi tutti.
STENSG. Ebbene, grazie. Buona notte, Fieldbo.... già mi figuro che tu non mi accompagni!
FIELDBO. No, no: io ci tengo a ripeterti che la tua espressione riguardo al signor Bratsberg....
STENSG. St! Piano! L’espressione era troppo forte.... gettiamoci un velo! Andiamo, cari amici; poichè volete accompagnarmi, sono con voi.
MONSEN. Il vostro braccio, Stensgard.
BAST. Musica! Fiato agli istrumenti! Una canzone patriottica!
LA FOLLA. Una canzone! Musica! (_Si canta un inno patriottico e la folla se ne va_).
FIELDBO (_a Lundestad_). Egli ha un seguito imponente!
LUND. Ma è anche un duce imponente!
FIELDBO. Dove andate ora, signor Lundestad?
LUND. Oh, io vado a casa a dormire. Buona notte. (_Se ne va. Fieldbo resta solo nel fondo_).
(_Cala la tela_).
ATTO SECONDO.
Un salone che dà sul giardino in casa Bratsberg. Mobili eleganti, fiori e piante rare. Porte d’ingresso in fondo. A sinistra una stanza che dà in sala da pranzo. A destra, porte a vetri che s’aprono sul giardino.
SCENA PRIMA.
=Fieldbo, Aslaksen,= una =Cameriera=.
(_Aslaksen è in piedi presso la porta d’ingresso. Una cameriera_ _porta dei piatti di frutta nella sala da pranzo._ _Entra Fieldbo_).
CAMERIERA. Le ripeto che sono ancora a tavola. Torni più tardi.
ASLAK. E non potrei aspettar qui?
CAMERIERA. Certamente. E perchè no? (_Essa entra in sala da pranzo. Aslaksen si siede. Un minuto di silenzio. Entra Fieldbo_).
FIELDBO. Buon giorno, Aslaksen. Voi qui?
CAMERIERA (_che ritorna_). Oh, il signor dottore arriva molto tardi!
FIELDBO. Ho avuto una visita di premura.
CAMERIERA. Il signor ciambellano e la signorina hanno chiesto di lei.
FIELDBO. Oh.... davvero?
CAMERIERA. Signor dottore, passi, la prego: o debbo dire che....?
FIELDBO. No, no, lasciate, qualche cosa resterà sempre per me. Aspetterò qui.
CAMERIERA. Sì, hanno subito finito. (_Esce_).
ASLAK. Voi rifiutate di sedervi ad una mensa così ricca, dove abbondano i pasticcini, i vini squisiti e mille altre ghiottonerie?
FIELDBO. Oh, di cose buone non ne mancano certo!... Ma voi aspettate qualcheduno, Aslaksen?
ASLAK. Sì, aspetto qualcheduno.
FIELDBO. E a casa vostra come va? La signora Aslaksen sta bene?
ASLAK. Oh no, è sempre a letto. Ha la tosse e deperisce assai.
FIELDBO. E il vostro bambino?
ASLAK. È sempre storpio; e non c’è più rimedio! Ma a che parlar di queste miserie?
FIELDBO. Lasciatemi vedere il vostro viso, Aslaksen.
ASLAK. E che cosa volete vederci?
FIELDBO. Avete bevuto oggi, non è vero?
ASLAK. E anche ieri!
FIELDBO. Pazienza ieri! era giorno di festa.... ma oggi....
ASLAK. (_indicando la sala da pranzo_). E là dentro non bevono forse?...
FIELDBO. Sì, caro Aslaksen, essi ne hanno un certo diritto.... ma voi siete in una posizione ben diversa dalla loro!
ASLAK. La mia posizione! Non sono stato io a scegliermela!
FIELDBO. No, è stata la Provvidenza che l’ha scelta per voi.
ASLAK. No, la Provvidenza non c’entra per niente. Sono gli uomini. È Daniele Hejre che ha scelto per me, quando gli venne in mente di farmi lasciare il mio mestiere di tipografo, per dedicarmi agli studii. Ed anche il signor ciambellano Bratsberg ha scelto per me.... sì.... quando ha rovinato Daniele Hejre e m’ha costretto così a riprendere il mio antico mestiere.
FIELDBO. In quanto a questo, scusate, ma in onor del vero, ci tengo a dirvi che il signor ciambellano non ha per niente rovinato Daniele Hejre; egli s’è rovinato da sè!
ASLAK. Possibile! Ed egli avrebbe avuto il coraggio di rovinarsi, dopo la grave responsabilità che s’era assunta a mio riguardo. Anche Domineddio ci ha la sua