Chapter 2 of 8 · 347 words · ~2 min read

III.

Nel negozio Minelli, dialogo a bassa voce.

RAG. (_sentito l’insuccesso di Minelli_) Diavolo.... diavolo!.... (_pensa_) E dica un po’.... se si potesse ottenere dal signor Papetti che prestasse il suo _avallo_ sur una cambiale?.... Che ne dice?.... Chi sa.... Alle volte, si hanno delle difficoltà a metter fuori il denaro.... e si mette fuori invece, per far un favore, la propria firma. A noi servirebbe egualmente, perchè io ho un amico il quale ha la più grande fiducia in me.... e mi sconterebbe certamente....

MIN. E sconti senza l’avallo.... allora!

RAG. Ah! no.... Ella mi capisce.... io voglio essere perfettamente tranquillo....

MIN. (_rassegnato_) Bene.... gliene parlerò.

RAG. Ma.... badi.... bisogna far in modo da non metterlo in sospetto.

MIN. Lasci fare a me.... Per stasera lo invito alla nostra festa.... e lo faccio bere un pochino.... Siccome è molto espansivo, quando ha bevuto...., otterrò da lui tutto quello che voglio.... Mi prepari la cambiale intanto.

. . . . . . .

Il nessun successo della povera astuzia di Minelli con Papetti s’è visto e sarebbe stato prevedibile per tutt’altri che per quell’uomo scervellato.

Invece a lui parve tanto impossibile di non esser riuscito, se ne addolorò, si indispettì talmente contro sè stesso, che, per poter non pensare alla propria disfatta.... per poter dimenticare, fino al domani, quelle diecimila lire.... vuotò la bottiglia del Cipro. Ma non bastò, anzi fu peggio.... perchè, cominciata l’ebbrezza, quelle maledette cifre, presa forma umana, si misero a ballonzargli e sgambettargli negli atteggiamenti più grotteschi, nella mente trasognata — or irridendolo coi più strani sberleffi, or minacciandolo coi pugni e coi denti.... Non sapendo più come salvarsi.... si fece portare una bottiglia di Erlauer.... poi, un’altro ancora.

Allora le cifre scomparvero — tutto dintorno a lui diventò bujo — gli parve d’essere sul tetto d’una casa, nelle acque d’un fiume straripato.... E il terribile elemento saliva.... saliva.... e il vento muggiva, e la pioggia scrosciava.... e nessuno veniva a salvarlo.... e l’acqua gli lambiva già i piedi.... Allora sentì un guizzo di freddo per tutta la persona, volle alzarsi.... e sconciamente stramazzò.