Chapter 8 of 8 · 1000 words · ~5 min read

V.

Augusto, tornando a casa, pensa alle parole di Orlando:

— Chi sa che razza di donna è.... perchè se egli è degno del suo amore, e invece...., allora bisogna dire.... Eh! è una disgrazia come un’altra. Basta.... chi ci ha da fare, vi pensi.... e noi andiamo subito a casa...., se no, la Silvia non può prender sonno.... Cara Silvia.... —

La cara Silvia, invece, caso straordinario, dorme digià.... o finge dormire.

Egli si corica con tutti i riguardi per non svegliarla — poi, sta un’ora a contemplarla amorosamente, mormorando: — Come è bella! Chi sa qual sogno poetico ella gode in questo momento. Come sorride! Mi ami....? mi amerai sempre? Non farai come quelle altre che fingono d’amare.... e poi....? No.... tu non puoi ingannare chi è degno del tuo amore.... Infatti.... se si tradisce chi merita amore.... che cosa si farà ad un marito che si rende odioso.... ad un marito scellerato....? —

. . . . . . .

L’indomani, Orlando, Augusto e Diodato lavorano alla banca. Verso le due pomeridiane, Diodato, con un pretesto qualunque, se ne va.

Orlando si avvicina lentamente ad Augusto e gli dice:

— E tu non vai?

— Dove?

— Non segui Diodato?

— Perchè?

— Hai presente quello che t’ho detto ieri sera....?

— Sì.

— Ebbene, questo tradimento mi fa tanto orrore che io non posso tacere.

— E tu parla....

— Ma dunque, non capisci ancora....?

— Capire.... che cosa? — il povero ragazzo si fa smorto e guarda l’amico con occhi smarriti.

— Hai del coraggio.... coraggio morale?

— Credo....

— Ebbene, va all’abitazione di Diodato, appóstati in modo da non essere veduto da alcuno....; alle ore tre arriverà una carrozza.... ne uscirà una donna....

— E quella donna....? — balbetta Augusto, con voce fioca.

— Va, non perder tempo.... t’ho già detto troppo. —

Alle tre, una carrozza si fermava davanti all’abitazione di Diodato. Pochi minuti dopo, la gente s’affollava alla porta di quella casa intorno al cadavere d’un giovine signore, che s’era precipitato da una finestra, al terzo piano.

Caso stranissimo, inesplicabile — pel momento — quell’appartamento era vuoto, la sala era tutta sossopra, sedie rovesciate, porcellane infrante — si vedevano delle gocce di sangue sul tappeto, l’uscio della sola camera che avesse la finestra aperta, sulla via, era chiuso e la chiave non si trovava. Nessun inquilino aveva udito niente — e la casa non aveva portinajo.

Il giorno susseguente, un giovine si presentava al questore per fare una deposizione importante.

Era Diodato e aveva una mano fasciata.

«Egli aveva dovuto usare della forza e rinchiudere quell’energumeno in una camera per salvare una povera donna.»

Quando Maddalena seppe da Silvia quel che era avvenuto, esclamò:

— Tu sei una stupida,... e lui.... e lui....! Val proprio la pena d’ammazzarsi per così poco.... Per fortuna, gli altri hanno più buon senso, se no.... povero mondo.... e povere donne! —

Le due femmine, messo insieme il bello e il buono, partirono alla volta di Babilonia, per ingrossarvi la «grande armata» delle donne che ridono.

«Una donna è sempre onesta dove arriva per la prima volta.» — Era un aforismo di Maddalena. Quando poi questa donna sa fare la madre nobile ed ha con sè una figlia tanto valente....

Del resto, noi non ne sappiamo altro.

La misera madre d’Augusto perdette la ragione — ma la sua è una pazzia dolce. Sorride sempre e canticchia spesso:

«Bella figlia dell’amore.»

Era il motivo favorito di Augusto.

Giulio e Severina, abbandonati gli affari, si sono ritirati in un villaggio appiè delle Alpi.

Sembrano due barche di adipe. Cosa vuol dire il cuor contento! È vero che sono molto ricchi. Cominciata, sapete come, tale fortuna, s’ingrossò poi col gioco. Satolli, ora, provano che la farina del diavolo va.... in polenta. Sicuro; essi si divertono a far la parte della Provvidenza, nel villaggio. — Giulio è fabbriciere, predica il lavoro, la religione, la morale, e dice sempre: — Vedete me e mia moglie? eravamo due poveri Giobbi, ma ora, _col sudore della nostra fronte_, siamo quel che siamo. Imitate, ragazzi miei, imitate, e Dio benedirà i vostri sforzi come ha benedetto i nostri. —

FINE.

_PS._ Volevamo lasciarla nella penna, ma è così.... comica, che la lasceremo, invece, uscire:

_Quell_’individuo che aveva cominciato a recitare _quello_ sproloquio funebre, nel cimitero, sulla tomba di Livi, era.... _quell’imbecille_!

A proposito.... se date dell’imbecille a uno che lo merita sul serio, potete star certi che se ne vendicherà sanguinosamente.

_Altri Romanzi dello stesso Autore:_

UN AMORE A FONDO PERSO. Un volume.

EVELINA O IL PRIMO ROMANZO D’UNA MOGLIE. Un volume.

* * *

PASSIONE MALEDETTA. Un volume elegante di 470 pagine — Edizione Brigola.

Salutato, al suo apparire, con entusiasmo, da una parte — fischiato, vilipeso, calunniato, dall’altra — questo romanzo ha avuto un successo di scandalo, al quale l’Autore non mirava certo.

Esprimere passioni, idee, aspirazioni dell’epoca nostra e della nostra società, con tutti i colori della realtà — senza palliativi, senza menzogne — ecco il suo unico scopo, ch’egli avrebbe conseguito, se, come dichiararono i suoi stessi avversarj, la _Passione Maledetta è primissima ed audacissima espressione del realismo_.

L’Autore non si difende, _qualunque_ sia stato il sistema d’attacco, essendo convinto che, per chi sa leggere, il suo libro si difende da sè.

Dichiara solo altamente — ma, soltanto, alla gente di buona fede — che, ben lungi dall’essere immorale, contiene molte e preziose moralità — e qualche critico _onestissimo_ lo provò ad esuberanza.

Circa la questione poi se la prima giovinezza possa o no leggere questo romanzo, l’Autore è d’avviso che non debba leggere nè questo nè alcun altro romanzo.

Ogni cosa a suo tempo, cominciando dal coltello, che i bambini non devono nemmeno toccare.

Sì vende in Milano dalle librerie Brigola — Galli e Omodei — Fratelli Dumolard — presso l’Agenzia del Giornale _Il Sole_, e, fuori, dai principali libraj

_al prezzo di L. 4._

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.