Chapter 6 of 17 · 1225 words · ~6 min read

XXII.

BATTERIE SMASCHERATE.

Rientrato in casa dove aveva sempre saputo conservare la sua tinta di mestizia, i suoi occhi rossi, raccolse nel salotto la sua famiglia e parlò così:

— Vi aveva detto, miei cari, che sperava di scoprire un mezzo per salvare il vostro fratello. Oggi finalmente posso annunziarvi che questo mezzo c’è, purchè voi specialmente Giusta vogliate secondarmi. Per salvare Adolfo non c’è altro che farlo comparire imparentato con un casato che per i servigi e la devozione al Re ed alla sua famiglia sia superiore ad ogni sospetto. Se Adolfo avesse trovato in quel casato una sposa.... sarebbe forse stato meglio; ma non ci sono donne. Mercè l’illustre nostro protettore il conte Della Torre si potrà invece trovare un marito.... anzi s’è trovato; è un uomo che onorerà e proteggerà la nostra famiglia, potente nella Corte e nel foro; uno dei primi Magistrati di Piemonte. Egli ama una di voi due — e pone per condizione alla liberazione d’Adolfo la mano di....

Giusta si sentì piegare sotto le ginocchia.

Salomone non aveva ancora detto «sei tu» pure ella aveva subito sentito che la vittima era lei. Angelica cinse delle sue mani la figliuola e la sostenne dicendole sommessamente «coraggio».

Virginia invece con voce ferma esclamò «Credo che chiunque di noi sia la preferita sarà lieta di salvare a così poco prezzo la vita di suo fratello».

— La preferita è.... — il padre sospese ancora la parola, quasi si dilettasse d’infliggere quella tortura preparatoria alla figlia che aveva condannato.... Poi ripigliò.... — è Giusta.

Giusta si era preparata, diè un leggero pianto che compresse con una stretta febbrile al cuore; s’appoggiò ad una sedia per non cadere e riprese:

— Questo è impossibile, padre mio.

— Impossibile!.... non dir subito questa parola, fanciulla mia.

— È impossibile, come il delitto, come lo spergiuro; è più facile morire. Se quell’uomo vuole la morte di una di noi, lo ringrazio della preferenza, ma l’amore, la fede mia è impossibile.

— Allora Adolfo dovrà morire.

Il dilemma pareva crudo come il labbro che lo proferiva. La madre diè in un singhiozzo. Giusta si sentì tremar tutta e il cuore le diè un balzo così forte che ne sentì l’urto co’ proprii orecchi. Il padre proseguì:

— La qual morte sarebbe necessariamente seguita da quella di vostra madre e di vostro padre.... Se si trattasse d’un atto disonorevole capirei che tu esitassi.... che tu rifiutassi persino.... ma si tratta del matrimonio con un uomo rispettabile.... di un matrimonio che ti lascia dopo pochi mesi la piena libertà di te stessa e la vera felicità... via, Giusta, fa senno e mostra ora quel cuore del quale hai sempre preteso avere il privilegio.

Giusta alzò i suoi begl’occhi in faccia al padre, si asciugò le lacrime e rispose:

— Padre mio, se si trattasse solo del mio sacrificio, Dio m’è testimonio che per quanto mi sembri più atroce del morire non esiterei, e vita, per vita, darei la mia. Ma non si tratta solo di un sacrificio, si tratta d’uno spergiuro. Non è solo della mia vita che dispongo ma... perchè tacerei ora?.... ma di quella d’un altro... che amo, infelice più di noi tutti, al quale non potrei ritogliere la mia parola senza torgli la vita....

— Tu dunque l’ami ancora.... sciagurata.... Ah! noi perduti per sempre! — esclamò il padre coll’accento d’un dolore che nessuno avrebbe sospettato mentito.

Tutti tacquero.

— Tu l’ami.... ed io stolto che l’ho sempre creduto un trastullo di gioventù. Oh! perchè non ho repressa questa passione nascente quand’era ancora in tempo! Tu l’ami e mentre perdi tuo fratello non salvi lui e ti leghi ad un moribondo.

— Come salvarlo?.... da qual pericolo?... Oh dite padre mio? dite per pietà — io son pronta a tutto; ma nelle vostre ultime parole c’è un mistero che mi uccide.

— Il mistero è che Giorgio Santafiori è prigioniero, come tuo fratello, accusato della stessa colpa ed esposto alla stessa condanna.

— Ah no! padre mio, non è vero, dite che non è vero.... lo sento.... lo giuro che non è vero — fece la giovinetta gettandosi ai piedi di suo padre e invocando da lui disperatamente un’altra parola.

— Non è vero tu dici?.... stolta.... aspettami e vedrai.

E Salomone afferrato il suo cappello uscì a balzi di casa.

Le tre donne stettero mute, atterrite, ad aspettare, come tre smarrite sull’orlo d’un abisso che hanno udito rumoreggiare il tuono e che ne aspettano lo scroscio.

Non erano scorsi dieci minuti che Salomone rientrava conducendo seco per mano una donna. Era Livia Santafiori.

— Questa illusa non crede alla disgrazia di vostro fratello, — disse Salomone, gettando con una spinta quel testimonio in mezzo alla sala....

— Pur troppo, signora Giusta!.... Quest’è almeno la lettera che scrive il Segretario del Governatore di Torino.

Giusta s’alzò; afferrò la lettera; la lesse, la rilesse, e quand’ebbe finito, gridò con un accento d’ineffabile speranza:

— Ma non è lui che scrive... non è lui!.... non può essere vero.

— Insensata, — replicò il padre, — forse che i prigionieri di Stato possono scrivere alle loro amanti!...

Giusta restò colpita da questa ragione, poi seguendo la corrente interna de’ suoi pensieri continuò:

— Poi, che importa se è prigioniero! Vuol dire che è infelice di più, e che egli ha più diritto di prima al mio amore! È prigioniero, ma è vivo: e vivo lui, sono sua: morto, della sua tomba.

— Disgraziata, tu lo ucciderai — rispose Arena alzandosi e con voce, per la prima volta in quella scena, minacciosa. — Mentre tu potresti, salvarlo in un sol atto.... lui e tuo fratello.

— Salvarlo, disse Livia, correndo all’uomo che aveva proferite queste ultime parole, e tremante per l’emozione e la paura di non aver udito il vero.

— Eh di certo! diteglielo voi, signorina, giacchè da me non lo vorrebbe intendere — salvarlo! sposando l’uomo che deve entrambi giudicarli....

Livia non pensò in quel momento che alla vita di suo fratello, e si voltò verso Giusta senza profferire una parola, ma con tale sguardo di atterrita pietà che ognuno, non che Giusta, l’avrebbe compreso e interpretato. Però la intelligente fanciulla non volle nemmeno che Livia pronunziasse la parola che già aveva eloquentemente espresso col suo sguardo, e disse:

— Tradirlo per salvarlo; ucciderlo col mio spergiuro, per sentirmi maledetta da lui nel suo ultimo respiro... È questo che mi proponete, Livia, per amor di vostro fratello?...

Livia non osò parlare ed abbassò la fronte.

— Se voi potete provarmi che egli sopravviverà e mi perdonerà.... — continuò la fanciulla.

Una voce soave e mesta che non s’era fatta udire fino allora, uscì dall’angolo della sala e interruppe......

— Ti perdonerà, perchè con lui avrai voluto salvare tuo fratello... e tua madre...

— Anche voi, madre mia! — esclamò la fanciulla.... — Ma questo è troppo.... — e si lasciò cadere sopra una seggiola senza fiato e senza moto.

Tutti sentivano che la crisi era vicina e tutti aspettavano, sebbene animati da un diverso sentimento, la stessa risposta.

Giusta se n’avvide, e coll’accento più soave che creatura umana potesse trovare disse:

— Tutti lo volete, sarà.... non ho che una condizione, cercar da me stessa le prove di quello che voi dite.... Poi sarà fatta la volontà di Dio.

E si sentì passare sugli occhi la caligine dell’agonia.