Chapter 14 of 18 · 407 words · ~2 min read

CAPITOLO XIV.

MANIFATTURE, INDUSTRIA AGRICOLA, ECC.

Manifatture nazionali, industria agricola, società d’incoraggimento, case di soccorso, istituti di beneficenza, case di sanità, ricoveri, bagni pubblici, scuole di arti, scuole di nautica, sale d’asilo, spedali di maternità, ec., sono tutte parole, per noi pontificii, che abbiamo lette nei giornali italiani e stranieri, o sentite ricordare da qualche viaggiatore nazionale che abbia veduta e percorsa la sua patria.

Non mi si opponga che Roma è ricca di opere pie e di stabilimenti utili, e che in qualche paese dello stato già sono istituite casse di risparmio, ed altre e savie istituzioni: poichè io risponderò che codeste eccezioni sono di maggior cordoglio per chi desidera miglioramenti, i quali ove non spandano la benefica influenza da pertutto, servono invece di rancore e d’invidia contro gli abitanti della capitale, i quali sembrano accampar diritto a privilegi che non sono conceduti agli abitanti delle provincie.

E poi se vi volesse fare un esame di codesti istituti che sono in Roma, e che si riducono alla perfine a qualche ospedale od altri pochissimi stabilimenti di utile pubblico, si vedrebbe che alla direzione di alcuni son sempre preti o pavonazzi, o rossi o neri, che ne sciupano le rendite, se ne profittano, e non sanno porre un’ombra di ordine nell’interno di esse; e direttori di altri sono sfaccendati artisti, capi di fabbriche ignoranti, o inerti di loro natura, o tendenti solamente al proprio lucro, o godenti una inopportuna protezione di qualche impiegato autorevole di governo, o mancanti affatto, benchè meritevoli, della necessaria protezione del sovrano. A sviluppare questo capitolo con qualche analitico esame sarebbevi voluta una memoria che avrebbe essa sola occupate molte pagine. Mi è bastato accennare i sommi capi per ricordare al successor di Gregorio, che non per colpa nostra noi non risentiamo ancora la influenza del progresso, ma per ignoranza e per mala volontà di chi ha retto e governato finora.

E chiuderò col dire che le istituzioni umanitarie accennate nel primo periodo del presente capitolo, ove trovassero appoggio nel governo e mano forte nella classe dei ricchi, oltre alle tante utilità di che sarebbero feraci, preverrebbero che il pauperismo, proprio compassionevole, del nostro stato sarebbe grandemente diminuito, e il vagabondaggio e gl’individui oziosi di cui noi abbondiamo, sarebbero ridotti al minimo numero, con molta soddisfazione de’ sudditi tutti e specialmente di certe città dove la poveraglia di necessità e di professione è di grave noia alla tranquillità dei cittadini, e di niuna sicurezza individuale.